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Ri-Viva la Duna Viva

Non lasciano tregua; sono sempre all’attacco  Lor-Signori !

Ora si inventano un’altra Opera per la protezione dell’ambiente  (dopo quella della Pialassa Piomboni). Stavolta  è l’ENI che “favorisce” con 500 mila euro la protezione della Duna Viva di Marina.

Ma chi gliel’ha chiesto? La Duna di Marina è già ambiente protetto. Basta un minimo di organizzazione e far valere i divieti di transito e impedirne, con delimitazioni efficaci, l’accesso.

La costruzione di passerelle pedonali in larice, ben 13 , più quella longitudinale lungo la pineta, è totalmente invasiva e distruttiva dell’abitat e della con-formazione dunale, come chiunque normo-dotato facilmente può capire.

(Queste foto si riferiscono a manifestazioni del Gruppo La Duna Viva dei primi anni 2000 contro il progetto di costruzione di un bagno sulla Duna. 12 mila firme raccolte e quindi il blocco dei cantieri)

 

Qual’è allora la vera motivazione di tutto questo fervore ambientale? Non solo la demenzialità dei nostri amministratori…  che, come al solito, ci vogliono dar da bere le Opere per il Bene Comune che decidono nelle segrete stanze del palazzo.

Certamente  sarà altro lo scopo del loro C.A.G.A.R. (Corpo d’Armata Grandi Affari Ravenna) !!!

 

2 comments to Ri-Viva la Duna Viva

  • Silvio

    Bah, non saprei perché vogliono spendere mezzo milione di euro per sta cazzata. Le ipotesi sono due e non si escudono a vicenda. La prima è per dar soldi agli amici del CAGAR, un po’ come al tempo delle panne in mare quando c’era la mucillaggine in tutto l’Adriatico. La seconda è per sfasciare un altro po’ di duna dopo il colpetto con quel cazzo di bagno semovente e che mi pare si allunghi ogni anno di più e che serve gli inquilini della ex colonia.
    In ogni caso i 500mila euro dell’ENI potrebbero senz’altro essere impiegati molto meglio!
    Sindaco sveglia!!!!!!!!!!!!

  • Dubbo

    ENI è ritenuta una multinazionale che inquina l’ambiente in modo eccessivo e, secondo i protocolli internazionali, è costretta a compiere opere di risanamento ecologico per compensare ai danni che produce.
    Penso [temo] che quest’opera rientri all’interno degli interventi di risanamento che le sono richiesti per poter continuare a produrre inquinamento nelle altre zone del mondo (come ad esempio in Cile).
    Se così fosse, ma spero ovviamente di sbagliarmi, la fregatura per l’ambiente sarebbe addirittura duplice!

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