Un’ eccezionale moria di pesce quella a cui hanno assistito moltissime persone nella settimana precedente il Natale, in passeggiata sulla diga sud di Marina di Ravenna. Siamo riusciti a rintracciarne una foto:
Le testimonianze parlano di centinaia di cefali morti sbattuti lungo il tratto terminale della diga.
La notizia è passata completamente sotto silenzio, nonostante a Marina abbia avuto grande risonanza. Voci “ufficiali” hanno data da intendere che si sia trattato di un fenomeno dovuto alle basse temperature di quei giorni (?)…
Un cefalo che muore di freddo in mare sarebbe davvero uno scoop!
Ma la gente di Marina è smaliziata e, soprattutto, per radici ed esperienza marinara, non crede a certe baggianate.
“Con i veleni che ci arrivano dal Candiano, tutto rientra nella nostra patologica normalità ” … il commento del sig. Arrigo.
Scarichi inquinanti dalle industrie; lavaggi di stive delle navi e delle banchine; sollevamento e rimestamento continuo dei fanghi dei fondali, scarichi delle fogne di Marinara…
La colpa è dei Cefali! Che si scelgano acque più salubri!

Pesci che muoiono di freddo….madri che allattano con diossina…che altro?
Se fossero state alacce …ecco la spiegazione scientifica di Attilio Rinaldi: http://www.eurofishmarket.it/images/news/RinaldiAR6_09.pdf
Resta il silenzio assoluto su una questione di peso (una moria così estesa tenuta sottoscopa) e il fatto che nessuno abbia raccolto una “salma”. Senza un “corpo del reato” potranno sostenere con tranquillità che erano deboli alacce in sofferenza per il freddo…..
…..morti di freddo ????
ma Daiiii !!!!
sono annegati !!
che STRANO!
vedasi di cosa sono composte le “acque” (si fa per dire) del Candiano…
Auguri a tutti.
Da un “libro” mai pubblicato Giorgio. Spero di fare cosa gradita:
…O pensava alla toponomastica, anche gradevole eh: “Ravenna patrimonio dell’ umanità tutelato dall’Unesco” e a quella, quantomeno -mancante- quando percorri la Baiona: “Area ad alto rischio ambientale” tipo.
Per qualcuno che non c’è mai passato è traumatico. Si sorprende a trattenere il fiato e scollegare le narici dai centri nervosi per chilometri. Circondato a destra e a sinistra da giungle di impianti che producono sostanze e scorie sintetiche, da acque mefitiche e stagnanti.
E migliaia di concittadini impiegati nel settore, i padri di alcuni dei suoi amici e alcuni compagni di squadra pure… non se ne esce. Non è così semplice almeno.
Ogni singola volta che attraversa la Baiona, la via della zona industriale, è convinto che ci debba pur essere un altro modo. Che non tutto sia così “indispensabile” che le scorie e i residui e i veleni che seguono inevitabilmente certi stabilimenti ad alto rischio comportino un costo ed un rischio sociale molto più alto dei benefici. E quegli odori non hai bisogno di fare la Baiona per sentirli… col vento a favore sono loro che vengono a trovarti: persino in spiaggia, la bellissima spiaggia di Marina… dove sempre più persone si dedicano allo sport, ma sempre meno persone poi fanno il bagno come una volta era normale…
Rob
PS il primo cambiamento è sempre personale, solo così può avvenirne uno collettivo:
http://montevegliotransizione.wordpress.com/progetto-alimentazione-sostenibile/il-decalogo/
Qualcuno scrisse “Ci pisciano addosso e ci dicono che piove” . . . beh è come dirci che i pesci sono morti dal freddo e tutto tace naturalmente perchè urta poteri forti. Spero tanto che con il 2012 gli italiani si sveglino!
Potrebbero essere morti dopo la “tortura” della pesca a strappo, finalmente scoperta e denunciata dall’articolo del Carlino? http://www.ilrestodelcarlino.it/ravenna/cronaca/2012/01/19/655458-pesca_strappo_crudelta.shtml Dalle immagini si nota una notevole somiglianza…. Se così fosse sarebbe confermato che i cosiddetti “esperti” aprono la bocca solo per… boccheggiare. Proprio come pesci.