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… come se niente fosse!

Lettera Aperta al Signor Sindaco di Ravenna, Fabrizio Matteucci

e, p.c., a: Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Ravenna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini

    L’apparizione e la vista dei reperti scoperti di recente nel “buco” scavato per la costruzione dell’isola interrata in piazzetta Anita Garibaldi sollecitano un moto di indignazione e di… speranza.

chi è 'sto

    Gli stupendi lacerti di pavimentazioni musive venuti alla luce testimoniano che anche quest’area era abitata fin da epoca romana e chissà  quali altri tesori custodisce. L’indignazione nel rilevare l’assoluta avventatezza con cui sono stati programmati ed eseguiti gli scavi è intollerabile: nessun prelievo esplorativo, nessun uso di strumenti semplici come il georadar per evitare sorprese. Sono state piantate alla cieca lunghe palancole di ferro per delimitare lo scavo e solo dopo, durante le operazioni di sterro, ci si è accorti che la penetrazione forzata ha distrutto, irrimediabilmente e per sempre, parte delle opere musive e murarie.

  La cosa assume i caratteri di assoluta gravità  quando l’infissione delle palancole provoca la distruzione di porzioni di mosaici non di tipo “geometrico” e quindi con un motivo riproducibile ed eventualmente risarcibile, ma di mosaici figurativi, in cui ogni immagine è un unicum irripetibile. Quasi duemila anni della nostra storia più preziosa custoditi fino ad oggi ed ora parzialmente distrutti e pronti per essere rimossi per far posto ad un raccoglitore di immodizia!!

i mosaici trafitti

    Infatti, se si considera il motivo dell’escavazione in quel luogo particolare, e cioè la collocazione di cassonetti per i rifiuti sottoterra, una delle opere più assurde, inutili, costose, letteralmente dirompenti ed avversate dalla stragrande maggioranza dei cittadini residenti e non (Piazzetta Andrea Costa docet!), l’indignazione e l’incredulità  della gente per le scelte effettuate dall’Amministrazione Pubblica cresce sempre più.

Altre sono le politiche virtuose per la gestione dei rifiuti che non buchi da riempire e poi svuotare, con l’uso in centro città  di mezzi pesanti. L’adozione del metodo “porta a porta” in grandi Comuni come Napoli, Roma, Milano ne è testimonianza.

    La Speranza, Signor Sindaco, è che venga onorata da parte dell’Amministrazione locale la salvaguardia del patrimonio storico della città  di cui Lei ne è, di fatto, il Massimo di Tutore.

    Con la presente lettera chiediamo la sospensione dei lavori dell’”isola interrata” e l’avvio di una campagna di scavo che riporti alla luce le superfici musive e le antiche mura dell’edificio, quasi certamente in collegamento con la vicina area del Palazzo di Teodorico, area di cui è sempre stata rimandata l’esplorazione archeologica. Conosciamo la risposta: “mancano i soldi”!

particolare

Ma quando le nostre Amministrazioni comprenderanno che i denari spesi in operazioni come quelle che auspichiamo non sono soldi “spesi” ma soldi “investiti”?

Si faccia Lei, Signor Sindaco, promotore presso tutte le Fondazioni, l’Associazione Industriali, le Società , di un Nuovo Mecenatismo che riporti Ravenna alla luce della sua storia e dei suoi superbi antichi splendori, anche in vista del 2019!

    In un area libera, non sottostante un edificio e collocata sulle rotte turistiche, quale migliore soluzione, a nostro avviso, completare la messa in luce di quella che presumibilmente fu una preziosa “˜domus’, lasciando i reperti in loco valorizzandoli nella maniera più opportuna e, ne siamo certi, suggestiva, in modo da renderli visibili e godibili da tutti, cittadini e turisti, anziché collocarli in quegli obitori che spesso sono i musei?

    Ad Hera spetta il risarcimento dei danni provocati al patrimonio storico, archeologico e culturale per l’incuria e l’avventatezza dimostrata nell’attuazione di un’opera pubblica fortemente voluta per il solo proprio interesse.

Accolga i nostri distinti saluti e la nostra sincera speranza.

                                                      Movimento 5 Stelle e Ravenna Viva

Ravenna, 20 Agosto 2011

21 comments to … come se niente fosse!

  • Giovanna

    cose turche! peccato si sia a Ravenna!!!!!!

  • mariapia

    Mi dispiace davvero tanto di dover vedere cose come queste,che candidano Ravenna a Capitale dell’in-cultura :l’unica consolazione è vedere che qualcuno,voi,chiede conto.Mariapia

  • Diego

    Bentornati! Mi meraviglio in particolare per il silenzio accondiscendente della Soprintendenza ai Monumenti Archeologici: credevano di sapere tutto su quell’area e si è dimostrato tangibilmente che non sapevano nulla. Mi chiedo se adesso tacciono per mascherare la loro ignoranza conclamata oppure perchè sono servi del potere politico.

  • Luca

    E’ indispensabile investire sulla prevenzione e soprattutto sulla valorizzazione delle emergenze archeologiche ravennati ad arricchimento delle attrattive turistiche e quindi anche pro Ravenna aspirante capitale della cultura.
    Si tratterebbe di finanziare una campagna di scavi a partire dai luoghi già  noti agli esperti per portare alla luce ove possibile e ove non possibile indicare con cartelli quale tesoro si cela sotto la superficie magari allestendo un percorso tracciato a terra con tessere di mosaico e “stazioni” con cenni storici e curiosità .

  • Luca

    e gli scavi promessi al Palazzo di Teodorico, a 100 metri da queste ulteriori scoperte? Tutto dimenticato ? Non c’è solo Classe da “coltivare”!

  • Silvana

    Ma hanno paura di mantenere l’identità  di Ravenna come città  del mosaico? Quella che mi stupisce di più è il mancato intervento della Soprintendenza e delle autorizzazioni concesse.

  • Grazia

    mi piace ricordare e sottoporre alla vostra memoria questa nota di Gianni Morelli (coniugato con la Presidente di Ravenna Antica) I Mosaici più antichi di Ravenna si trovano a poche decine di metri dall’attuale scoperta nel “Palazzo di Teodorico”.
    I Mosaici più antichi di Ravenna raccolti nel cosiddetto “Palazzo di Teodorico” : le pavimentazioni musive conservate nel “Palazzo di Teodorico” furono rinvenute nei pressi della chiesa di Sant’Apollinare Nuovo e della chiesa San Salvatore ad Calchi, in corrispondenza dell’ area ex Salesiani.
    La prima campagna di scavo fu condotta tra il 1908 e il 1914 e successivamente -valutata l’importanza dell’apparato decorativo venuto alla luce – la Regia Soprintendenza alle Antichità  di Ravenna promosse un intervento sistematico che riportò in superficie i resti del “Palatium” di Re Teodorico, risalenti al quinto secolo.
    Nel settore meridionale dello scavo, quello prossimo a via Alberoni, emersero anche consistenti testimonianze di età  romana, riferibili ad una grande villa suburbana: pavimenti realizzati in Opus Sectile e Opus tessellatum bianco-neri.
    L’analisi del materiale archeologico ha consentito di risalire alla successione delle fasi edilizie: la prima occupazione del sito si colloca tra la fine del primo secolo a.C. e il secondo secolo d.C.
    Segue, dopo uno stacco di oltre due secoli, la completa riedificazione dell’area con l’ampliamento del complesso e la sua trasformazione in reggia nel corso del quinto secolo, voluta da Teodorico.
    L’ arco cronologico, che si apre nel momento in cui furono eseguiti i primi mosaici e giunge agli ultimi restauri eseguiti su alcuni pavimenti, abbraccia un tempo assai vasto, dal primo al settimo secolo dopo Cristo.
    Entro questo arco di tempo vanno collocate le opere che presentano motivi geometrici e figurativi.
    Salendo lungo la scala a chiocciola del “Palazzo”, si giunge infine alla grande sala in cui sono raccolti una ventina di reperti di grande impatto visivo e di assoluto interesse documentario.
    Tra i pavimenti di Età  romana, di grande pregio (qualcuno dice che si tratta del reperto più bello realizzato con quella tecnica) è l’ Opus Sectile della villa suburbana di età  augustea (fine l sec. a.C.- inizio l sec. d.C.) composto da tarsie marmoree tagliate a triangoli e quadrati.
    Il mosaico, dopo il rinvenimento, fu strappato dal sito originario e collocato su lastre di cemento armato e tale è rimasto fino agli anni Ottanta, quando è stato nuovamente restaurato attraverso la rimozione del cemento e la ricollocazione su di un supporto finalmente idoneo alla sua conservazione e completa valorizzazione.
    Proviene sempre dalla medesima stanza della villa il pavimento in Opus Tessellatum bianco e nero di fine l secolo: il lacerto presenta un’ampia fascia di raccordo di tessere bianche, un bordo esterno costituito da una banda di quattro file di tessere nere su cui poggiano i vertici di una doppia fila di triangoli a dente di sega dentellati, in colori contrastanti, disposti a scacchiera.
    Tra i frammenti superstiti provenienti dalla reggia di Teodorico, di grande impatto e notevole importanza è il mosaico pavimentale di un portico con la scena della caccia al cinghiale.
    Della rappresentazione rimangono un largo tratto marginale ed alcune figure centrali. La caccia si svolge a cavallo, i cacciatori e gli animali si muovono entro un ambiente naturale.
    Lo stile, nonostante il tempo spingesse verso altri approdi artistici, è ancora quello “aristocratico” di corte, che definiamo senza difficoltà  ellenistico-romano.
    Prof. Gianni Morelli.

  • Grazia

    Ho letto sulla stampa le incredibili smargiassate del direttore di Hera. Egli afferma “faccio notare che, se è stato possibile portare alla luce i reperti, lo si deve alla sensibilità  di hera: naturalmente, appena ritrovato il mosaico, abbiamo interrotto i lavori e avvertito chi di dovere.”
    Semplicemente ridicole . c’era l’obbligo di presenza da parte di un archeologo che pareva fosse stato individuato nell’arch. Balzani che godrebbe della fiducia di molti. C’era l’obbligo della Soprintendenza ad operare alla presenza di tecnici specializzati in scavo ecologico preceduto da sondaggi conoscitivi essendo che si conosceva l’esistenza in via di Roma della Platea Maior “la strada principale della città  che passava davanti al Sacro palazzo abitato dal re Teodorico (sic) e successivamernte dagli Esarchi….”

  • Elisa

    quale tristezza! E’ avvilente constatare dove va arenando la cultura…. Mi offende ancor più l’indifferenza della classe politica.

  • fabio

    Che dire?
    Candidano Ravenna capitale europea della cultura e poi vengono demoliti i reperti archeologici.
    Già , ma questi sono i tempi in cui quelli che pranzano in Senato a 9,00 euro chiedono i sacrifici a chi lavora. Tutto secondo logica.

  • Stefano

    hai ragione Fabio, candidano a parole Ravenna a capitale della cultura e contemporaneamente portano a Ravenna gli impianti più schifosi, più anti ecologici e più anti etici….Operai come carne da macello, impianti che funzioneranno ad olio di palma, traffici ed inquinamenti insostenibili. Arpa guarda e registra che tutto sta nella norma. E adesso anche il deposito di rifiuti tecnoligici di Setramar, mascherata da un’identità  diversa ma sempre dello stesso proprietario Poggiali. Quello cui si inginoccia non solo il potere politico ma anche la “minoranza” che si appella a lui per finanziare le attività  sportive. Come se non fosse ormai scontato che la verginità  ecologica si ricostruisce con una elargizione. E’ sempre avvenuto così in fondo.

  • Giusy

    Proprio come avevate predetto: come se niente fosse! Hanno riconosciuto il valore dei mosaici reperiti ma tutto proseguerà  come previsto. Forza di Hera e forza della protervia di partito. “Troppo preziosi per essere sepolti nuovamente, come niente fosse, accanto ai bidoni della immondizia di Her, scrive la stampa. I mosaici rinvenuti negli scavi di piazza Anita Garibaldi, di fronte al liceo Classico, saranno sicuramente rimossi e portati al sicuro.
    Che lezione forte per gli studenti del Liceo Classico!

  • Roberto

    Ma come siete messi a Ravenna! Non c’è forza politica che combatta queste stoltezze?

  • Fabio S.

    Il Soprintendente non ha potuto non riconoscere il valore della scoperta. Sorvoliamo sulla mancanza di “attenzione” e sulle “giustificazioni d’ufficio” e andiamo al reperimento dei fondi indispensabili per la prosecuzione degli scavi. Non si può dare un cambio di destinazione ai fondi che la Regione aveva assegnato (vergognosamente) per il progetto dell’interrata?

  • Grazia

    http://www.ravennawebtv.it/w/?p=25728 Molto chiarificatrice questa intervista. Si nota come il Soprintendente Dr. Gambari usi un linguaggio di difesa e giustificazione . Parla di
    collaborazione con il Comune (??) e cerca di giustificare i danni da palancole inserite e determinate da supposizioni di conoscenza date per certe! ancavano tutti a quei controlli!

  • Diabolik

    Brava l’amministrazione, isola di spazzatura al posto di reperti. Ma le dimissioni di chi fa questi errori mai???

  • roberto

    La distruzione di reperti così preziosi per incuria è un fatto così grave che su questo tema non aggiungo altro a quanto rilevato sul sito di Ravenna Viva. Preferisco commentare la scelta solo a livello di gestione di “rifiuti”.

    Quanto segue mi è stato inviato dal Direttore di una exMunicipalizzata del nord, ad Aprile.
    Basta una semplice ricerca in rete in fondo, anche per il male informato Sindaco Matteucci, la cui risposta ai rilievi di Ravenna Viva e M5S mi ha lasciato davvero deluso.

    Ecco alla vostra attenzione:

    Oggetto: i mirabolanti risulltati delle calotte da cassonetto Ricevuto il: 01/04/11 16:15

    Egr. colleghi, è bastato dedicare una decina di minuti ad internet per trovare conferma di quanto avevamo ben compreso oltre tre anni fa:

    http://www.emz-ta.it/sistema_egate.htm
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=198778851174&topic=11659
    http://www.amnu.net/IgieneAmbientale.aspx?Id=1101
    http://www.lapulceonline.it/?p=4567
    http://www.bresciapoint.it/tecnologia/canali/ricerca/item/425-perplessita-sul-sistema-di-raccolta-rifiuti-di-capriano-del-colle.html?tmpl=component&print=1
    http://www.belluno5stelle.it/ancora-sui-rifiuti-il-movimento-5-stelle-replica-alle-ultime-dichiarazioni-dellassessore/
    http://www.facebook.com/topic.php?uid=99233815356&topic=8533
    http://coriano.wordpress.com/2009/12/18/e-gate-ecco-i-primi-ribelli/

    ***
    ***
    ***

    E questo è il mio commento, ad agosto 2011…per quanto siano molto simili alle “osservazioni” al Piano provinciale prodotte sempre dal sottoscritto nel 2005.
    Cassonetti interrati e “calotte” sono figli di una visione anacronistica e anche contorta e tecnicistica, per cui i rifiuti sono qualcosa di sporco e da nascondere, mentre i “rifiuti” sono un tema culturale e organizzativo.
    Se li metto sottoterra il conferimento è incontrollabile ed è impossibile ottenere qualità  dalla materia: è banale.

    E i dati sono dati, non sono opinabili.
    Tra i materiali che mi sono stati inviati ad Aprile e che sottopongo a valutazione, fra i vari link, sottolineo questo:

    …”Altre realtà  (es. Trentino) che hanno deciso di adottare il sistema a calotta hanno mostrato valori di scarto, ad esempio, all’interno della plastica superiori al 50%, un dato sconfortante, proprio per via della scarsa qualità  dei materiali raccolti che non permettono di godere del massimo dei compensi CONAI. Questi contributi vengono elargiti in proporzione alla qualità  del materiale raccolto ed è ormai largamente dimostrato che i migliori risultati economici si ottengono esclusivamente con i sistemi domiciliari. Da uno studio commissionato dalla Regione Lombardia che confronta, dal punto di vista dei costi, i diversi sistemi di raccolta, emerge un dato incontrovertibile: tra la raccolta porta a porta e i cassonetti costa meno la raccolta domiciliare rispetto a quella stradale. In media 69,31 euro per abitante con il porta a porta e 74,45 euro per i cassonetti.”…

    Concludo mettendo i puntini sugli I, dopo una recente visita a Ravenna per vacanza.
    Nell’ex Villaggio Anic, a scanso di equivoci, non c’è alcun sistema porta a porta perchè i contenitori sono per strada e non hanno neppure un lucchetto.
    Nei sistemi porta a porta i contenitori devono essere su pertinenze private, con codice identificativo, e solo al momento del conferimento devono essere posti alla raccolta sulla pubblica via, con CONTROLLO dell’operatore.
    è molto diverso che svuotare un cassonetto…
    Se i contenitori da 120-240-360 litri sono 24 ore al giorno per le strade (specie l’organico!) sono alla mercè di tutti, e dei conferimenti scorretti tipici di chi vuole eludere i propri costi; specie si attirano rifiuti “assimilati agli urbani” di utenze giuridiche e soprattutto divengono bersaglio degli incivili.

    Nei centri storici, dove gli spazi sono minori e le necessità  di pulizia sono maggiori per essere soddisfatte da un classico porta a porta, esistono peraltro anche altre soluzioni…
    A parità  di costo con il brevetto Carretta Caretta è possibile intercettare l’organico 6 giorni a settimana nei centri storici, e tendenzialmente accorpare i servizi di spazzamento facendo girare meno mezzi possibili (e di minori dimensioni, possibilmente elettrici).
    Gli orari della raccolta in tali contesti vanno decisi dai cittadini e dalle utenze giuridiche PRIMA dell’avvio, anche più volte al giorno dove necessario (specie per i commercianti, coi cartoni da imballaggio in primis).
    Vedasi note a seguire (PS) per chi interessa.

    I miei complimenti a tutti coloro che a Ravenna si sforzano di far comprendere come qualsiasi spreco di denaro come di intelligenza non siano più tollerabili in un epoca di crisi.
    Il denaro pubblico va investito per ottenere benefici collettivi.
    Distruggere mosaici bizantini per (non) gestire rifiuti non è scelta da città  che si candida a capitale della cultura.

    Un caro saluto a Giorgio B. e alla mia città .
    Roberto Pirani
    Worm snc

    I “rifiuti” sono solo materiali al posto sbagliato.

    PS

    http://www.wormitalia.com/Worm/Carretta.html

    Recentemente, all’interno del nuovo Piano siciliano rifiuti -in itinere- di cui è stato fra gli estensori E. Favoino, è stato importante per noi ricevere una “validazione” ulteriore al sistema Carretta Caretta, con alcune di queste caratteristiche per la prima volta poste a disposizione dei Comuni (a parte come possiamo proporle noi intendo) da un Ente sovracomunale.

    Estrapolo la descrizione letterale dal Piano:

    …”la adozione di sistemi basati su punti di raccolta centralizzati mobili (sistemi tipo “Carretta Caretta”), i quali, oltre a costituire un interessante approccio innovativo di cui si stanno valutando con attenzione i rapporti benefici (intercettazioni) su costi, sono particolarmente adatti a integrare, o sostituire, il domiciliare nel caso:
    . di contesti demografici di piccola dimensione (es. contesti isolani o piccoli centri abitati di montagna);
    . di aree urbane e centri storici con difficolta? di accesso ai singoli civici (vicoli, scalinate ecc.).”…

    (Da: http://www.regioni.it/upload/Revisione_Piano_di_gestione_14.10.2010%5B1%5D%5B1%5D.pdf)

  • luca rosetti

    la legge non è uguale per tutti e spessissimo calpestata! ma la maggior parte dei cittadini, che si ritengono intelligenti, sono professionisti della lamentela da bar ma nei fatti latitanti, omertosi! da troppo tempo la democrazia è morta….indignati saluti da luca

    ——– Messaggio originale ——–
    Oggetto: un altro ecomostro a marina di ravenna, che vergogna!
    Data: Sun, 02 May 2010 12:34:41 +0200
    Mittente: Luca Rosetti
    A: sindaco

    Ha dell’incredibile, ma la nuova colata di cemento che occuperà  la Piazza Marinai D’Italia ha saturato quasi completamente l’area. Dalle foto allegate è anche possibile notare come sia stata concessa la possibilità  di costruire quasi in liea con i marcapiedi dei Viali Volturno e Vecchi, tanto che i rami dei pini presenti entrano praticamente nelle finestre, tranne qualcuno che è stato tagliato! Pensavo che le nuove costruzioni potessero essere edificate a non meno di dieci metri da quelle vicine (DiM 1444/1968) e che si dovesse tenere una distanza minima da qualsiasi confine, strade e marciapiedi compresi, di almeno cinque metri! Gradirei per questo ricevere risposta scritta dal sindaco in merito alla regolarità  o meno della concessione edilizia rilasciata dai suoi uffici. In ogni caso ritengo che anche questo caso venga dimostrato un modo di concepire l’urbanistica nel nostro comune, che posegue da troppi anni, che contribuirà  pesantemente all’aumento del congestionamento urbanistico, del traffico e nuocerà  gravemente al nostro Futuro.

    Cordiali saluti.
    Luca Rosetti

  • Giovanna

    Per capire la ricchezza che ogni tanto ci viene dal sottosuolo qui a Ravenna non occorre pensare sempre al gas o al petrolio…quando poi gli eventi ci mettono difronte a tanta bellezza che riaffiora come da un lungo sonno! Evidentemente qualcuno non capisce che ogni tanto siamo fortunati e basterebbe vedere un po’ in lontananza, andare oltre…
    Inoltre a pensarci bene quale migliore insegnamento ci può venire da questo ritrovamento in mosaico se non che parla da solo e quasi a forza si è fatto largo fra l’immondizia!!! Meditate gente, meditate e andatevi a leggere un po’ anche gli scritti di Diego Valeri su Ravenna, recentemente pubblicati sul libro scritto da Franco Gabici!!! Leggete cosa diceva di ravenna il poeta che è stato nella nostra città  solo per tre anni!!
    Ripeto, abbiamo un patrimonio artistico e culturale enorme e non sappiamo ne’ valutarlo ne’ conservarlo al meglio e poi vogliamo diventare Capitale dell’Europa!!! Va bene investire sul litorale con i balli dei “peones” in spiaggia ma l’anno è di 12 mesi, non solo di 3…e le generazioni future ,da noi di oggi, dovrebbero ereditare anche qualcosa di non effimero e passeggero.

  • Rob

    ….e come volevasi dimostrare, dopo aver strappato alle viscere di Ravenna
    i mosaici, i lavori per la stra-inutile e costosissima isola interrata proseguono.
    Come-se-niente-fosse.
    Un 25% di costi in più, che vuoi che sia…tanto è denaro pubblico.
    Tutto bene no?

    ciao, Roberto

    PS
    dove abito usufruisco del sistema “porta a porta”, pago 120 euro all’anno, e in un anno e mezzo devo ancora conferire per la prima volta il bidone da 120 litri con le plastiche, che volendo, posso esporre tutti i giovedi (esempio).
    Il nostro Sindaco non capisce proprio niente: i 300mila euro della Provincia di Roma li ha investiti sulla raccolta differenziata invece che a scavare buchi come a Ravenna. A Ravenna si che sanno come far muovere l’economia!

  • Grazia

    all’intervista al Soprintendente Gambari, segue questa all’Ing. Roncuzzi, geologo ed archeologo, che smentisce la evidente “ignoranza”! giustificatrice degli Organi che dovrebbero tutelare i tesori nascosti di Ravenna!
    http://www.ravennawebtv.it/w/?p=25909

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