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La Grande Cementificazione che viene.

 Sulla Darsena di città  sta calando il Corpo d’Armata Grandi Affari. Terreni, ex fabbriche, siti da bonificare, nuovi insediamenti abitativi, commerciali e mercatali.

E poi: cosa fare del Candiano con le sue acque putride e i suoi fondali al metil-mercurio? La guerra d’occupazione dei territori , di competenze, di commesse, di gare d’appalto, di subappalti e di priorità , è aperta.  I Gruppi d’Attacco Politici, Industriali, Massonici e Bancari si stanno attrezzando per spartirsi la torta. 47 sono i proprietari delle diverse zone, in questione, nella Darsena.

E i cittadini di Ravenna?

C’è una proposta avanzata da cittadini riuniti in un gruppo che si chiama “Candiano, Domani?”:  il coinvolgimento dell’intera comunità .

In base alla recente
Deliberazione legislativa della Regione Emilia Romagna n.115/2010,
relativa alla possibilità , di fronte a temi di pianificazione
territoriale strategica, di aprire un processo partecipativo
sistematico, che prevede tempi definiti (sei mesi) e l’attuazione di
strutture e fasi quali  la sollecitazione e
il coinvolgimento di tutte le realtà  sociali del territorio, persone,
associazioni, istituzioni, imprese;  trasparenza e comunicazione continua attraverso pagine  web e social network. Secondo uno schema definito (vedi: clicca qui )

Quindi si fa promotore della   raccolta delle firme dei cittadini di Ravenna per l’applicazione di  questa legge e l’apertura di un processo partecipativo sul tema della Darsena di città  e la sua riqualificazione urbana. Guarda il video girato sulla Darsena (clicca la foto)

201009210757_candiano_domani.jpg

 

E, tanto per stare in argomento, sentite questa:

Francesca S. ci ha inviato questo documento:

“Cari Concittadini, poche voci si levano contro l’ennesimo misfatto che sta per essere perpetrato ai nostri danni. La nostra amata Ravenna, che non appartiene solo a chi detiene il potere per opprimere e i soldi per comprare ma anche a noi, che abbiamo occhi per guardare e parole per gridare il nostro sdegno, oltre che cuore per soffrire, abbasserà  di nuovo il capo alle offese delle ruspe.
Alla Darsena di città , tanto decantato polo di rinascita culturale, economica e sociale e presunto fiore all’occhiello della nuova immagine urbana della Ravenna europea, si sono già  palesati molti mediocri esempi di nuova edificazione, ma quello che da qui a poco andrà  a compiersi ha dell’incredibile. Dopo decenni in cui tecnici ed amministratori ci hanno rassicurati che mai e poi mai un edificio industriale di questa importanza sarebbe stato abbattuto e che, anzi, meritava di divenire il fulcro attorno a cui realizzare la rinascita della Darsena, nello spirito tanto sbandierato di una nuova coscienza della memoria dei luoghi come identità  delle città , dopo tanti anni di belle parole, il bellissimo capannone ex-SIR esistente in via Bosi Maramotti nelle vicinanze della sede CMC di via Trieste sta per essere raso al suolo.

Interno Ex SIR attuale

Questo capannone, risalente agli anni 50 e costruito sulla base dei modelli ideati dal celebre Ingegnere Pierluigi Nervi, è strutturato su una lunga serie di alti archi parabolici in cemento armato, che costituiscono un edificio singolare ed uno spazio interno molto suggestivo. Non a caso Gabriele Basilico, notissimo fotografo di architettura, lo ha ritratto nella foto sopra riportata. Chiunque può facilmente immaginare come, nelle mani di un architetto sensibile e di una committenza di ampie vedute e non accecata dal lucro immediato, questo edificio diventerebbe un esempio di riuso intelligente e rispettoso del territorio e delle sue risorse, oltreché un’opera architettonica rara e di straordinario valore estetico. Vi basti osservare ad esempio come, ad Assisi, è stato recuperato un edificio simile, che è divenuto il Teatro Lyrick, uno dei più moderni, originali e funzionali d’Italia. Le foto seguenti ve lo mostrano.

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E invece, smentendo tutto e tutti e con la sordida complicità  degli amministratori eletti dal popolo, si è ora deciso di imboccare la via più comoda e banale. Quella che parte dalla tabula rasa creata dalle ruspe e affida all’architetto emergente il solito progetto, alla moda e “˜redditizio’. Architetto che forse, se ha deciso di porre la sua firma al progetto, magari non è nemmeno mai entrato nell’edificio che contribuirà  a far distruggere. Qui non si discute sulla bellezza o meno dell’edificio che sarà  costruito, ma sulla sua inadeguatezza rispetto al contesto, rispetto all’innegabile valore della preesistenza, della storia del nostro Porto, del lavoro di tanti uomini.   A meno che, come ovvio, non si conti sul fatto che nessuno ha guardato, nessuno ha pensato, e nessuno ricorderà .  E che altrove ci si può anche permettere un teatro, ma a Ravenna c’è solo assoluto bisogno di nuovi supermercati.  Naturalmente, a giustificazione di tutto, la committenza addurrà  le scontate scuse riguardanti l’impossibilità  tecnica di recuperare il manufatto o altri pretesti ipocriti”¦ Ognuno può verificare che persino le coperture sono ancora in buono stato. Le solite beffe aggiunte al danno!
Cari Concittadini, se condividete ciò che avete letto, fate sentire la vostra voce insieme alla mia e organizziamo una petizione contro questo scellerato progetto. Sarà  forse troppo tardi ma, almeno per un istante, i nostri amministratori e coloro che decidono anche per noi non sentiranno solo il belare sommesso delle pecore, il raglio degli asini, il tintinnio del denaro, il rumore delle ruspe. E chissà  che qualcuno non si vergogni di abitare o di governare una città  di cui non è degno.”

Della serie: ” Dopo la Fornace Hoffman,  grande considerazione del Comune per l’Archeologia Industriale”. Ultime da Fornace Hoffman:  ancora sotto sequestro e cancelli del cantiere sbarrati. Le motivazioni non si sanno. W l’informazione libera!

^^^^^^^

Ravenna Viva aderisce all’iniziativa promossa da “Candiano, Domani?” per la raccolta firme e per l’affermazione del diritto al processo partecipativo.

ravennaviva@fotoaeree.com

5 comments to La Grande Cementificazione che viene.

  • luca

    il progetto dell’Iter per l’ex Sir lo avevamo scritto su Ravenna&Dintorni il 6 maggio…
    se può interessare: http://www.ravennaedintorni.it/Home/Finalmente_ecco_i_progetti/10520/79.aspx

  • Sono contrario all’abbattimento del capannone ex-sir ma non penso di farmene una malattia. La darsena è già  compromessa da tempo e ho preso atto che non vi è alcuna visione culturalmente “in grande” nelle menti dei nostri amministratori e di chi li vota e sopratutto di chi li controlla.
    Mi piacerebbe che il capannone rimanesse strutturalmente così com’è e fosse convertito a luogo di spettacoli pubblici al coperto.
    Quello che trovo molto piu grave, invece, è il danneggiamento del territorio fuori dalla città , dove ci sono meno occhi e meno attenzioni alle nefandezze che si stanno compiendo. Ad esempio, l’inutile centro commerciale di fronte a mirbilandia, che stanno edificando dove c’erano campi e l’essiccatolio lungo l’adriatica.
    http://www.ravennaedintorni.it/Home/Nuovi_insediamenti_Standiana_2011_accanto_allo_zoo__il_polo_commerciale/11228/79.aspx

  • Claudio

    http://www.360cities.net/map#lat=44.42097&lng=12.21678&zoom=17
    cliccare sul segnaposto blu al centro della mappa per vedere l’immagine
    Questa foto risale al 2005 e già  allora si aveva la percezione di cosa sarebbe potuto nascere; è scattata al confine tra il vecchio capannone SIR ed il nuovo quartiere che sta nascendo. Io non avrei dubbi su cosa distruggere e cosa mantenere!
    (per fare sparire eventuali pubblicità  cliccare su “Fullscreen”, l’immagine è interattiva, basta tenere premuto il tasto sinistro del mouse e muoverlo per spostare l’inquadratura)

  • Francesca

    VIDEO DA NON PERDERE su http://www.youtube.com/watch?v=smaodOywWXA
    Occhio al finale e poi ditemi che non ci stanno prendendo in giro!
    E se ne avete voglia, date anche un’occhiata al sito http://www.immobiliarecomplessi.it
    (i progetti si visualizzano muovendo la linea rossa sul cursore in basso).
    Ci sono alcune immagini dei progetti di riconversione di un capannone simile al nostro a Marghera al cui confronto la ‘murena’ sospesa che ci stanno per propinare boccheggia… (mi scusino l’architetto Zucchi e sopratutto le murene)

  • Andrea

    Personalmente sono d’accordo con NIck. Giusto tenere d’occhio la Darsena, ma le grandi schifezze si stanno facendo nel forese. Per esempio mi è giunta voce che a Madonna dell’Albero è in preprazione una nuova offesiva cementificatoria, con tanto (va da sé) di grande magazzino Coop. Fra un anno e mezzo sarà  l’anniversario della battaglia, e la città  di Ravenna, candidata a capitale della cultura, non solo ignorerà  l’evento, ma a quanto pare lo celebrerà  con una bella colata di cemento a pochi metri dalla Colonna dei Francesi.

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