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L’abbuffata nella sanità  privata

 Riceviamo da Nino e con-dividiamo:

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Al posto della cintura verde che doveva circondare Ravenna, dopo il cemento del Cinema City verso la faentina, il nuovo Centro Medico:

              ” RAVENNA TRENTATRE’

                                     BUONA SALUTE A TE “

orribile e demenziale, come nelle migliori tradizioni ravennati, a cura del circuito massonico Cassa di Risparmio Acmar (Comune, Regione).

la sanità  abbuffata

La cosiddetta “cintura verde” è un concetto urbanistico relativo al PRG 1993
del Comune di Ravenna, firmato dall’ingegnere/urbanista Marcello Vittorini .

La “cintura verde” è un “patto” per la rendita fondiaria regolato dal quel PRG ’93 che,
rivolta ai proprietari o concessionari dei terreni recitava più o meno così:
“ogni tot metri quadrati che lasci incolto o a parco o a utilizzo pubblico, ti vengono consentiti tot metri quadrati
edificabili a residenziale o commerciale nella vecchia Darsena che è in dismissione industriale forzata”.
Le proporzioni esatte forse eranoo 5 (mq) a 1 (mq).
E i maggiori proprietari/concessionari di quelle aree di cintura, chi erano? Semplice e scontato: Acmar, Iter e Cmc…
Che guarda caso, hanno continuato a costruire nella Cintura e hanno costruito poi anche nella Darsena.
Con buona pace della buona urbanistica e della buona edilizia nella Cintura e nella Darsena!

Vittorini poi aveva già  firmato il piano regolatore della città  negli anni ’80,
e nei primi anni del 2000 viene “ricompensato” per la sua “fedeltà ” ai PRG ravennati,
con l’affidamento del progetto del Museo Archeologico di Classe.
Progetto che si è rivelato, una volta realizzato, una vera ciofeca, visto che dovrà  essere
tutto rifatto con costi esponenziali.
Infatti, lo spazio dell’ex zuccherificio di Classe vè stato ristrutturato con una fitta serie di colone e scale strette, che non consentono il trasporto e la collocazione dei pannelli musivi e dei reperti archeologici che, come noto, sono imgombranti e pesanti.

Così è, se vi pare e se non vi pare, a Ravenna.

                                                                 ^^^^^^^^^^^^^^^

 Riflessioni sulla tanto discussa e progettata nuova E55.

In vista del parere della Commissione VIA nazionale atteso per quest’estate, i comitati e le associazioni ambientaliste non stanno a guardare e mettono insieme tutti i soggetti contrari all’opera in 6 regioni.

Su iniziativa di CAT (Comitati Ambiente e Territorio) e Rete NO-AR (NO Autostrada Romea), sabato 17 luglio si sono ritrovate a Bologna dieci organizzazioni che lungo l’intero tracciato da Orte a Mestre si battono contro una delle “grandi opere” più costose e devastanti progettate in Italia. Altre dieci organizzazioni hanno già  aderito al fronte comune che conta, così, su di una ventina di soggetti pronti a dare battaglia.

Significativa l’adesione di organizzazioni di livello nazionale come il Movimento 5 Stelle e Legambiente.

Il 17 luglio 2010 segna una data importante per i movimenti che nelle 6 regioni attraversate dal nuovo asse autostradale (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Veneto) si battono contro la realizzazione della Mestre-Orte. Tutti hanno convenuto sulla necessità  immediata di mettere in sicurezza la E45 e la SS309 Romea e scongiurare la realizzazione di un doppione dell’Autostrada del Sole.

A Bologna il raduno di quanti fra comitati, associazioni e organizzazioni, sono contro la Romea commerciale, ha visto una partecipazione che ha superato ogni più rosea aspettativa rispondendo all’appello lanciato da CAT e Rete NO-AR e dimostrando la volontà  di un ragionamento interregionale ed unitario per fermare un’opera da 10 miliardi e mezzo di euro che stravolgerà  per sempre aree come le valli dell’Appennino centrale, il fragilissimo ecosistema del delta del Po e, nel Veneziano, sfigurando completamente la Riviera del Brenta.

Le alternative ci sono: la messa in sicurezza della Romea, la messa in sicurezza della Reale con esclusione del passaggio nei centri abitati (tratto Ravenna – Argenta) ed il potenziamento del traffico ferroviario, meno invasivo ed inquinante del traffico commerciale su ruote.

Sulla Orte-Mestre pesa un velo di silenzio impenetrabile. Per squarciare il silenzio, le venti organizzazioni hanno pianificato un organico scambio di informazioni, una campagna informativa nazionale così come nazionale sarà  l’appello agli enti e alle forze politiche coinvolti. Nascerà  a breve un manifesto unitario cui seguiranno azioni comuni di contrasto lungo tutto l’asse del tracciato.

Già  fissato il nuovo appuntamento per il prossimo 18 settembre 2010.

Nell’attesa del coinvolgimento di altre Associazioni e Gruppi locali a Ravenna hanno già  aderito al progetto NO AR le associazioni firmatarie del presente comunicato:

Amici di Beppe Grillo di Ravenna

Associazione Collettivo Byzantium Onlus

Attac Ravenna

Gruppo RavennaViva

 

Per informazioni: www.retenoar.org

9 comments to L’abbuffata nella sanità  privata

  • Grazia

    E’ la famosa perequazione! Qui è stata applicata al rovescio: nelle intenzioni c’era la realizzazione di una cintura verde attorno alla città  in cambio i proprietari delle aree avrebbe avuto la concessione a costruire con premio volumetrico in altre aree finora individuate principalmente a ridosso dei Lidi!!
    Wikipedia interpreta così il termine perequazione :
    * Perequazione urbanistica di comparto, che avendo come finalità  la realizzazione di quanto previsto nel piano urbanistico, permette ai proprietari di territori di accordarsi tra di loro riguardo la concentrazione di volumetrie all’interno di una determinata area, in modo tale da non creare svantaggi per alcuno;
    * Perequazione urbanistica estesa, che nell’ambito della realizzazione di quanto previsto nel piano urbanistico, dà  la possibilità  ai proprietari di determinate aree, di realizzare su alcuni lotti una concentrazione delle volumetrie e nel contempo, negli altri, la realizzazione di opere di interesse collettivo.

  • Luca

    Visto che il parcheggio enorme e gratis ce l’hanno già  (quello del cinima city), non è per caso che gli investitori siano gli stessi? Pensa che questa sinistra emiliano romagnola che ogni secondo tuona contro il mafioso berlusconi, gestisce da decenni un comparto sanitario che assorbe milioni e milioni di euro dei cittadini con buchi gestionali enormi e continui! La gravissima cosa è che l’elettorato di centro sinistra non siè mai ribellato in tutto questro tempo alle gestioni clientelari e fallimentari, per ovvi motivi!

  • e’ come al solito scandaloso non riesco piu’ a trovare le parole per definire questa volonta’ di massacro della nostra terra .
    E’ necessario unire le forze ,il PD in Emilia Romagna e’ una lobby di affari ,occorre unire tutte le forze ambientaliste e’ entrare nei consigli comunali e regionali .
    presto…. prima che sia troppo tardi.

    SVEGLIA ROMAGNOLI!!!!!!!!
    TORNIAMO A LOTTARE COME UN TEMPO!!!!

  • Luigi

    Quello che appare insuperabile è la dipendenza politica che la pseudo sinistra radicale ha col PD in Emia-Romagna. Finchè non capiranno che si prestano unicamente per un gioco di poteri, che verbalmente loro stessi mettono in discussione, sarà  dura fare i numeri indispensabili per contrapporsi alle trame lavorative che in 40anni il PCI-PDS-DS-PD ha tessuto localmente.

  • Maria B.

    Stranita dall’arroganza del berlusconismo qui esercitato dal potere locale domando: fino a quando?

  • Rob

    OT:
    http://www.decrescitafelice.it/?p=1114
    quel che vale per Forlì vale per Ravenna.
    Rifiuti: il “porta a porta” tutela la salute di P. Gentilini

    Qualche giorno fa mi ha chiamato una persona, e mi ha chiesto informazioni sui sistemi porta a porta.
    Mi ha colpito molto quando mi ha detto: “siamo l’ultimo comune di tutta la Provincia ad avere
    ancora i cassonetti per la strada…”.

  • Rob

    Senza parole:
    http://www.youtube.com/watch?v=YELZPF3s2sk&feature=

    Non si vergognano più Giorgio….per questo è così importante la lista civica ANCHE a Ravenna

  • Andrea

    E’ importante che si sentano voci anche contro il demenziale progetto della E55. Finora è passato sotto silenzio sui media, ma il tracciato a sud della città  è una cosa allucinante. In pratica si progetta di far passare un’autostrada fra Madonna dell’Albero e S. Bartolo, a poche decine di metri dalla Colonna dei Francesi, e poi proprio di fronte alla Chiusa di S. Marco. Roba da pazzi… Fra due anni sarà  l’anniversario (500 anni) della battaglia di Ravenna, e le istituzioni della città  candidata a capitale europea della cultura non solo sembrano ignorare del tutto l’evento, ma addirittura si apprestano a celebrarlo con la cementificazione dei luoghi legati alla sua memoria, fra villette e autostrade.

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