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“sviluppo” e “crescita” … nel fango…

Andando a Marina per la via Trieste, dal cavalcavia in zona portuale che passa sopra la Classicana, guardando sulla destra, tutta l’area agricola  è sotto devastazione per le ruspe della SAPIR che, come previsto dal Piano Strutturale Comunale approvato nel febb.07, trasformerà  quell’area agricola verde

com'era

in una squallida, desolata, inquinata area di servizi di deposito portuale e capannoni con stradone a quattro corsie, parallelo alla Classicana, con relativi svincoli e rotonde, impianti d’illuminazione e fognari; ecc. ecc. Confronta le foto; così è oggi:

com'è oggi

Da molti giorni stanno scaricando tonnellate di materiale che non si capisce cosa sia, visto il colore azzurrognolo, la compattezza limacciosa e l’odore nauseante.

Il tutto scaricato all’aria aperta in un continuo andarivieni di camion e poi spalmato sul terreno con ruspe. Chi dice che sia la melma del Candiano, chi sabbie di cava, chi fanghi di trivellazioni della TAV del Mugello in località  Fiorenzuola….

Comunque sempre si tratta di Operazioni sui Territori Occupati, del Corpo d’Armata Affari SPA!

Per questo abbiamo inviato il seguente esposto con richiesta di informazioni e chiarimenti:

  AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI RAVENNA   Fabrizio Matteucci

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI RAVENNA  Francesco Giangrandi

ALL’ASSESSORE PROVINCIALE   Andrea Mengozzi

e. p.c:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI RAVENNA

Oggetto: segnalazione stoccaggio di fanghi in area aperta.
Lo scrivente Gruppo Ravenna Viva, porta a conoscenza che in località  Ravenna, alla convergenza di Via Trieste e via Classicana, nell’area denominata “la Vitalaccia” di proprietà  SAPIR,  vengono depositati tonnellate di fanghi scuri,  azzurrognoli e maleodoranti, di provenienza  sconosciuta.

Pertanto si chiede di acquisire la seguente documentazione:

-    atti, delibere e documentazione tecnica amministrativa che autorizza le operazioni di spandimento dei fanghi;
-    luogo di stoccaggio;
-     tracciabilita’ e  rintracciabilita’ dei siti di provenienza dei fanghi;
-    documentazione dalla quale si evinca il quantitativo dei fanghi depositati e da depositare;
-    caratterizzazione dei fanghi e dei trattamenti ai quali sono stati sottoposti compreso l’esito delle analisi compiute onde scongiurare che gli stessi possano contenere sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene;
-    caratterizzazione dei terreni del  sito.
In attesa di ricevere quanto prima, ed entro i termini previsti dalla legislazione vigente,  la documentazione sopraccitata si porgono distinti saluti.
Ravenna, 18 giugno 2010                                              Gruppo Ravenna Viva

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

caratteristiche del fango

 

 

12 comments to “sviluppo” e “crescita” … nel fango…

  • Silvana

    Sembra incredibile che il territorio ravennate debba diventare il luogo dove recapitare fanghi di dubbia provenienza. Questi erano campi fertili. Adesso sono un diffuso cimiciaio legalizzato. C’è la sensazione che queste tonnellate di fanghi siano veri e propri rifiuti distribuiti con l’alibi di rialzare l’area. Ma a che pro? Non è che gli incassi della holding si fanno anche importando e distribuendo fanghi di escavo che costerebbe troppo smaltire in discarica?

  • nick

    Ho notato che anche sulle arre dove i fanghi sono stati scaricate da molti mesi NON CRESCE L’ERBA!! Nonostante sia stata la primavera più piovosa del secolo! Gli automezzi viaggiano con il cassone mezzo pieno perchè evidentemente questi fanghi sono molto pesanti e diversamente sforerebbero la portata ammessa dei camion.

  • Grazia

    da quando i rifiuti fertilizzano? Ho sempre sentito che “bruciano l’erba”, inquinano le falde ma producono reddito per chi li ospita. Non c’è nulla di nuovo. A meno che non si voglia considerare che la SpA SAPIR che fa preciso riferimento alla Holding SpA. (avete presente le classiche scatole cinesi?) è a maggioranza pubblica! Ed in effetti lo scandalo nello scandalo è questo.

  • Gigi

    Non stupisce più nulla ma va sempre ricordato che dalla sinistra ci si poteva aspettare più attenzione al futuro e meno speculazione

  • Herman

    L’ultima affermazione di Gigi, mi stuzzica a sfogarmi un po’ sull’argomento. La sinistra e la Sapir sono da sempre la stessa cosa….e come dice Grazia attraverso un’infinità  di scatole cinesi, hanno messo radici dappertutto. La Sapir spa, nata come ente di sviluppo del porto, è diventata uno dei principali padroni del porto. Sicurezza, qualità  della vita, impatto ambientale, sono affari che non la riguardano. E guai a intralciare il suo cammino con esposti, denunce, ecc…. La Compagnia Portuale srl, altro esempio di scatole cinesi, è la maggiore azionista privata di Sapir. Ma è anche la società  che attraverso la Cooperativa Portuale fornisce i servizi di imbarco e sbarco delle merci nel porto.
    Figuriamoci cosa possono oggi, i poveri lavoratori portuali, una volta chiamati “camalli” o “padroni del porto”, di fronte a fanghi nocivi, polveri malsane, amianto e klincker, contro quel colosso che è la logica del profitto ad ogni costo, unico “vangelo” del “padrone”
    Non dimentichiamoci, almeno noi che l’ambiente portuale non è solo appannaggio e problema dei lavoratori portuali, o dell’indotto che lavora al porto, ma di tutta la cttà , vista la brevissima distanza delle nostre abitazioni dalle aree dove si stoccano materiali di dubbia provenienza e salubrità .

  • Marisa

    avete visto? il Carlino ha dato la notizia! Da tenere a memoria.

  • Ciao Giorgio e ciao a tutti.
    Con la consapevolezza di non essere stato minimamente ascoltato, copio e incollo a
    favore dei più “giovani” in questo blog.
    La sola risposta a questo schifo è una lista civica RavennaViva per le prossime elezioni.
    Ciao, Roberto

    ARRIVEDERCI RAVENNA (NB: scritto l’ 8 febbraio del 2006)

    Ho passato abbastanza del mio tempo libero, negli ultimi due anni, a
    sforzarmi di far crescere nella pubblica amministrazione locale, la
    consapevolezza che determinate sottovalutazioni e superficialità , non erano
    e non sono più accettabili. Nemmeno eticamente.
    Le problematiche economico/ambientali sono la vera urgenza della nostra
    epoca, e solo chi non VUOLE vedere, può ostinarsi a vivere ancora come
    negli anni settanta considerando l’ambiente “un ostacolo allo sviluppo”,
    mentre multinazionali come Xerox o STM, non certo enti benefici, dimostrano
    come si possano risparmiare milioni, gestendo e pianificando meglio il
    processo produttivo e il riciclaggio degli scarti, se solo lo si VUOLE
    fare.
    Solo chi ha interessi diretti (o non sa di cosa parla) può continuare a
    sostenere la “favola” del “recupero energetico” da rifiuti quando tutto il
    mondo sa che l’incenerimento è il punto più alto di spreco energetico che
    si possa toccare, a prescindere dalle problematiche sanitarie.
    I dati ammessi del Presidente di ASM Brescia (il più grande inceneritore
    d’Europa), sono inequivocabili: ottenere energia dai rifiuti è OTTO volte
    più costoso che farlo con centrali a combustibili tradizionali.
    Otto volte più costoso.
    Hera a Ravenna voleva bruciare fino al 49% dei rifiuti?, e ha
    cercato di farla sembrare una cosa moderna e positiva.
    Senza sovvenzioni pubbliche nessun imprenditore degno di questo nome si
    sognerebbe mai di intraprendere un’attività  sballata come l’incenerimento.
    Ci sono voluti due anni di fatica e pazienza per scongiurare questa follia,
    ma Hera come se niente fosse ha incassato il nulla osta a Forlì e Coriano.
    Si tralasciano qui i costi esterni che la collettività  finisce con
    l’assumersi, non si può pretendere che chi fa business con sovvenzioni
    pubbliche si preoccupi anche di questo.
    Mentre l’ex Sindaco Mercatali negli ultimi 13 mesi non ha trovato il tempo
    per rispondere ad un’interpellanza di due consiglieri (della sua stessa
    maggioranza), che gli chiedevano che fine facevano i fondi per le energie
    rinnovabili che i contribuenti pagano dal 1991 con le bollette Enel.
    Lo aiuto: vanno agli inceneritori e ai petrolieri: (minimo) 2 mld di euro di sussidi
    pubblici (occulti) all’anno.
    …Arriviamo agli inizi del 2006, alla bozza del Piano rifiuti provinciale:
    sembra scritta da qualcuno che negli ultimi due anni non fosse stato a
    Ravenna, non sapesse nulla della convenienza della raccolta differenziata
    spinta, delle 8000 firme…etc, ma ancora mi andava di insistere, di
    cercare di dare il mio contributo, di confrontarmi. Ho presentato
    personalmente diverse osservazioni al Piano e mi auguro se ne tenga conto.
    Poi, negli ultimi giorni, un fatto di una gravità  inaudita mi ha aperto gli
    occhi.
    A Ravenna, (nella mia città , considerata aperta e democratica: una città 
    che in due anni non ha visto nemmeno un pubblico contraddittorio, o una
    giornata di Agenda 21 sulla gestione dei rifiuti)
    una Commissione ambiente e sanità  ormai calendarizzata per il 10febbraio
    2006 (con ospite uno degli scienziati che ha scoperto quanto facciano male
    le polveri PM 2,5 e inferiori, emesse dagli inceneritori), non è stata
    “approvata”, perchè “i regolamenti comunali” non prevedono l’audizione di
    esperti che parlino di problemi “diversi” da quelli già  individuati.
    E’ inaccettabile che si butti in politica anche la salute pubblica, io,
    semplicemente non l’accetto, perché il diritto alla salute è un diritto
    costituzionale, e me ne vado sbattendo un’ipotetica porta con tutto il
    rumore possibile.
    Chi ha deciso di “applicare i regolamenti” in questo modo, SE NE ASSUMERA’
    LA RESPONSABILITA’ di fronte alla cittadinanza; quello che potevo fare come
    semplice cittadino l’ho fatto e forse anche qualcosa in più: ho la
    tranquillità  di aver riportato questo sconosciuto problema sanitario,
    personalmente, con Consiglieri di AN come di RC e di fronte a decine di
    persone la sera dell’incontro delle Associazioni con Matteucci. Nessuno può
    chiamarsi fuori.
    Ne ho scritto già  a fine dicembre a tutti i gruppi di Comune e Provincia,
    chiedendo di intervenire.
    Chi ha deciso di non ascoltare nemmeno uno scienziato come Montanari, che è
    un vanto per il nostro Paese e va a parlare di queste evidenze in tutto il
    mondo!, se ne assumerà  la responsabilità .
    Se non si riesce ad avere un confronto democratico in una città  di 150.000
    abitanti, in cui sono nato e cresciuto, preferisco andarmene.
    Nel Lazio una Rete di decine di associazioni (di ogni orientamento
    politico!) sta lavorando insieme per bypassare la censura
    politico/mediatica che rende possibile questo scempio, e (commissariamento
    Storace/Marrazzo a parte) ci sta riuscendo: la Provincia di Roma ha già 
    stanziato i fondi per la gestione domiciliare dei rifiuti.
    Altrove, conto di poter agire in un settore che a Ravenna non ammette
    sviamenti all’obsoleto pensiero dominante, che non tiene conto della realtà 
    dei fatti e delle evidenze esistenti.
    Quel poco che avevo da scrivere su Hera, è nelle osservazioni generali al
    Piano rifiuti provinciale. In due parole: che chi ha imposto per mesi uno
    slogan come “Usa e getta bene”, possa essere preposto all’educazione del
    cittadino e alla riduzione dei rifiuti mi sembra davvero surreale, quando i
    suoi profitti sono direttamente proporzionali ai rifiuti smaltiti in
    discarica e inceneritori.
    Come recentemente ha dichiarato il Presidente della Commissione
    parlamentare di inchiesta sui rifiuti On. P. Russo all’Espresso: “in Italia
    c’è un partito trasversale agli schieramenti che intende assumersi
    determinati problemi, e un altro altrettanto trasversale che non intende”.
    Non sono più disposto a sapere quello che so in un luogo (e in una Regione,
    inquinatissima) in cui una politica cieca e sorda autorizza il
    funzionamento di numerosi inceneritori, SENZA NEPPURE SAPERE, o
    interessarsi, di autorizzare l’emissione di particolato nanometrico (per il
    quale non esistono filtri o protezioni!) che può causare malattie e tumori.
    Evidenze che potrebbero portare alla definitiva messa al bando
    dell’incenerimento in breve tempo.
    Ringrazio quei pochi “dissidenti” che all’interno dei rispettivi partiti mi
    sono stati vicini nelle battaglie degli ultimi due anni.
    Non faccio nomi, loro sanno a chi mi riferisco. Grazie di cuore.
    Abbiamo limitato i danni, per quello che potevamo e siamo riusciti: una
    soddisfazione che nessuno può toglierci, specialmente in anni in cui il
    primo sponsor all’incenerimento è stato il Ministro Matteoli e in tutta
    Italia nuovi inceneritori sono stati approvati!
    Questa nota è anche un modo per spiegare alla mia famiglia e ai miei amici
    perché in una città  simile non voglio più stare. Continuerò altrove la strada
    intrapresa, qui non è possibile.
    Qualche anno fa questa terra è stata definita da un importante esponente della
    Chiesa “sazia e disperata”, nel 2006 dopo questa vicenda potremmo definirla
    pavida e autodistruttiva.
    Questo è il mio ultimo regalo (piaccia o no) alla città  in cui sono nato e
    vissuto.
    Roberto Pirani
    Ex Abitante di Ravenna

    Sull’energia:
    Le abitazioni, gli edifici pubblici etc a Ravenna, sprecano anche la metà 
    dell’energia che servirebbe in realtà , e basterebbe copiare le scelte di
    Bolzano, Padova, Varese ligure, Carugate milanese etc, per rilanciare
    l’economia locale con “obiettivo qualità  totale”, e risparmiare somme
    enormi.
    So che il (probabilissimo, se non scontato) Sindaco Matteucci è informato
    delle esperienze dei “Comuni Virtuosi” e mi auguro che il recente ordine
    del giorno approvato sul tema, la sostituzione delle lampade semaforiche
    con modelli moderni ed economici come primo esempio di efficienza, sia il
    criterio base delle sue azioni una volta eletto, come l’estensione della
    gestione sensata dei cibi che vanno a scadenza a tutta la grande
    distribuzione: come il progetto pilota all’ipercoop.
    A questa città  serve come il pane un Energy manager, consulenti come
    Pallante, e dirigenti e amministratori preparati e disposti ad imparare,
    che sappiano mettersi in ascolto e lavorare per il bene della collettività 
    in anni che altrimenti saranno sempre più problematici.
    Con la sola ristrutturazione energetica dell’esistente, con modalità  ESCO,
    possiamo dare lavoro alla città  per i prossimi 10anni.
    In bocca al lupo.

    ***

    In parte venne pubblicato su Qui e Corriere Romagna.

    Torniamo al 23 giugno 2010: da Mondiale in Germania a quello in Sudafrica sono 4 anni esatti.
    (ancora un anno per la Giunta Matteucci)
    Grazie al lavoro di Gatti e Montanari lo Stato italiano è stato il primo Paese nel MONDO
    a riconoscere le nanopolveri come causa effetto scatenante delle malattie da Uranio impoverito,
    con risarcimenti ai militari ammalati o alle famiglie dei deceduti.
    In Comune a Ravenna invece sono tutti nati imparati, e degli scienziati non hanno alcun bisogno:
    http://www.stefanomontanari.net/sito/blog/1497-una-prima-vera-vittoria.html
    Come dissi prima di andarmene dalla mia città :
    neppure sotto al fascismo si censuravano gli scienziati

  • Grazia

    confesso: mi aspettavo che dopo la inaspettata pubblicazione (caso raro che mi rende felice) da parte di due testate locali della denuncia di Ravenna Viva, oggi -prontamente- i dirigenti autorizzatori della “distribuzione” avrebbero preso posizione con il tradizionale tono di sufficienza che li contraddistingue dimostrando la sicurezza dell’operazione….. Vedremo se il domani ci darà  risposte.

  • Grazia

    ed eccola alla fine la NON risposta fornita non dai responsabili in indirizzo bensì dall’assessore al Porto. Il documento conferma che l’operazione di sversamento di fanghi di varia provenienza è svolta “in conformità  alle norme e che la tutela ambientale è rispettata”.
    A parte che non pareva fossero questi i quesiti di RavennaViva , esse restano, in assenza dei documenti richiesti, solo dichiarazioni. La perla sta tutta nella frase in cui l’Assessore al Porto sottolinea come “si persegua la strada di illazioni e di interpretazioni strumentali che rischiano di intaccare sia la credibilità  degli organi di controllo che di enti e istituzioni preposte alla salvaguardia ambientale che di mettere in dubbio la correttezza della attività  imprenditoriali che a Ravenna dimostrano, a differenza di altre parti del Paese attenzione e rispetto delle leggi”.
    Non disturbate il manovratore ! è la frase con cui si può etichettare questa dichiarazione. Come se ai cittadini la trasformazione di fertili campagne in depositi portuali non debba interessare. Il rialzamento dell’area (mai allagata) tramite stoccaggio di fanghi di dubbia provenienza poi appare come un metodo per produrre reddito alla SpA SAPIR tanto poi seguirà  una colata di cemento che coprirà  tutto consentendo il profitto dei soliti pochi a dispetto della perdita dell’ambiente da parte dell’intera comunità 
    E’ la conferma della presunzione e dell’arroganza che contraddistingue il potere politico sotto tutte le latitudini a Ravenna come a Roma e come ad Arcore!

  • stefano

    l’unica cosa inquietante è che anche la procura quando viene allertata non ha modo di far nulla. un tribunale che ha processi piu lunghi di quello di forlì di almeno 5/6 anni e che affida le uduenze dopo dieci anni a giudici ONORARI. basta aver coraggio di osare e poca coscienza e la si passa sempre liscia…… a ravenna.
    sempre piu triste di avere questa targa, Stefano

  • [...] “sviluppo” e “crescita” … nel fango… (10) [...]

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