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Ravenna dei veleni: niente di nuovo…

la Marcegaglia  luglio 06

Beh! …che c’è? I terreni dell’area del polo petrol-chimico, i fanghi del canale Candiano e delle piallasse così come l’aria che si respira tutt’intorno, sono inquinati da sessant’anni di deposito di polveri e prodotti chimici, da scarichi illegali nelle acque, da immissioni in atmosfera auto-certificate dagli stessi inquinatori. E tutte le volte che si scava o si draga o si controllano le centraline dell’aria, tutti i nodi vengono al pettine!

Già  nel 2004  il gruppo Marcegaglia si trovò sotta inchiesta della Guardia di Finanza: una montagna di terreno depositato sul lato ovest dei 550 mila mq dell’area di proprietà  e provenienti dagli scavi per la realizzazione di nuovi capannoni, risultarono inquinati per la presenza (ovvia) di mercurio, altri metalli tossici e idrocarburi. Solo per il mercurio le analisi di Arpa evidenziarono dati di tre volte superiori ai limiti di legge. Le imputazioni per il direttore e per quello precedente: discarica non autorizzata e stoccaggio non autorizzato di rifiuti pericolosi.

Alcune migliaia di tonnellate di quel terreno erano state vendute e trasportate in vari cantieri, come materiale di riempimento in giro per tutta la provincia: di qui il coinvolgimento anche di un camionista…  Il processo si concluse nel 2007 con l’assoluzione dei dirigenti e una  pena pecuniaria, una decina di migliaia di euro per  trasporto di rifiuti non autorizzato.

Quella montagna di centomila tonnellate di terra di scavo è restata lì in tutti questi anni

la montagna avvelenata

e, piano piano si è tentato di smaltirli come rifiuti non pericolosi spendendo poco e addomesticando le analisi

Ma stavolta sono arrivati i NOE, con decine di arresti in mezza Italia; indagato il grande capo Marcegaglia, arrestato l’ex direttore, sequestrato il loro compiacente laboratorio chimico ecc. ecc. Indagato il capo di Stepra (consorzio istituzionale di cui fan parte Provincia, Comuni, Camera di Commercio) esperta ditta per il riempimento, lo spianamento e la delocalizzazione di materiali di risulta di qualsiasi tipo.

Siamo al top del traffico dei rifiuti tossici! Anche da noi i furbastri trafficano e fanno affari d’oro. Prima ti avvelenano la terra, le acque, le falde, l’aria; poi, secondo il principio che chi inquina ci deve anche guadagnare, truccano le carte, usano terreni inquinati come materiale di riempimento, invadono di fanghi tossici vasche di colmata che sbucano da tutte le parti.

Le istituzioni quando non sono complici, stanno a guardare, camuffano, fan finta di niente.  Costruiscono interi quartieri residenziali in aree industriali dismesse con una presunta bonifica dei terreni, di cui bisogna fidarsi. Progettano futuri comparti della nautica in zone imbevute da anni dai veleni percolati dagli impianti e dalla ricaduta di polveri, condense, metalli di ogni sorta che nemmeno la tavola periodica degli elementi li prevede. Vedremo se raschieranno pochi centimetri di terreno per bonificare quelle aree, come han fatto per il nuovo quartiere Darsena in via Bosi Maramotti.

Qualcuno ha più saputo qualcosa sul sequestro delle vasche di colmata fatte alla CMC dopo la “rottura” della vasca di colmata con sversamento di fanghi inquinati nella piallassa dei Piomboni? O della dispersione di fanghi avvenuta recentemente nel Candiano, vicino al ponte mobile? O dell’abbandono a Coccolia di tonnellate di rifiuti speciali a cielo aperto in area Spadoni, che sono ancora tutti là  e in bella vista, sempre più sparsi nel terreno?

Abbiamo denunciato più volte il riempimento di vaste aree di terreni agricoli  : Bassette ovest (Stepra 2) e la selvaggia occupazione di territoprio in zona Sapir a fianco del cavalcavia di via Trieste o della nuova area di “sviluppo” all’incrocio tra via Classicana e via Dismano, ferma da più di un anno.

Abbiamo denunciato più volte il proliferare a tutto campo di vasche di colmata, riempite con milioni di metri cubi di fanghi escavati dal Candiano, tenute a cielo aperto fino ad asciugatura per poi avviare i fanghi essiccati in tutte le zone da sopraelevare, riempire, cantierare, lottizzare.

Le terre di Marcegaglia sono state esportate abusivamente alle Bassette per rotonde, strade, nuovi insediamenti; poi a Bizzuno, Riolo terme, Pingipane,  Mandriole… A Casal Borsetti sui terreni di supporto ci hanno piantato le fragole!. Tutto si può fare? Basta aggiustare le carte?

Vedremo se Comuni e Provincia si costitueranno parte civile in questi processi per danno ambientale, ecologico e sociale!

Vedremo se i siti che Stepra ha inquinato verranno verificati e bonificati a spese degli inquinatori !

Vedremo se il direttore e i consiglieri di Stepra di nomina istituzionale si dimetteranno!

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scrivi a Ravenna Viva, clicca qui:  ravennaviva@fotoaeree.com

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APPUNTAMENTO IMPORTANTE:

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 Sabato 13 febbraio, ore 9:00, presso la Sala Spadolini della biblioteca Oriani di Ravenna (Via Corrado Ricci 26) si terrà  un’interessante iniziativa con Domenico Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano ed esponente nazionale di associazioni come “Stop al consumo di territorio”, “Comuni virtuosi” e “Rete del nuovo municipio”).

2 comments to Ravenna dei veleni: niente di nuovo…

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