Un progetto esecutivo di spesa di 4 milioni di euro dell’agosto 2003, diventano 9.427.457,11 nel gennaio 2007 per arrivare a 11 milioni e mezzo dell’ultimo progetto esecutivo.
“Approvato il progetto: fra venti mesi il nuovo ponte” (21 dic. 2004).
“Entro 250 giorni il ponte sarà montato” (31 marzo 2008).
Non si contano poi gli errori di progettazione, la faciloneria e l’improvvisazione con cui sono state affrontate le varie fasi di costruzione, in assenza di un protocollo di prosecuzione e organizzazione dei lavori. Dilettanti allo sbaraglio, nonostante i fior di ingegneri che formano il Gotha di CMC, Autorità Portuale, SAPIR e consociate varie (Queste considerazioni non ce le siamo inventate, ma sono di esperti e tecnici di costruzioni civili che hanno seguito dall’esterno i lavori). Pensate poi allo scandalo della dispersione in acque pubbliche dei fanghi d’escavazione dei fondali documentato nel post precedente…
La storia del ponte mobile inizia quando un eclettico ed autodidatta imprenditore ravennate, Giovanni Miglietti, appassionato di meccanica e di motori marini, dopo aver realizzato il collegamento tra Porto Corsini e Marina di Ravenna con due traghetti (primi anni ’70) poi ceduti alla municipalizzata ATM, si mette all’opera per la realizzazione di un collegamento tra le due sponde del Candiano in zona industriale per alleggerire il traffico nella Darsena di città ( primi anni ’80). E’ entrato in funzione nel luglio ’84 …
Oggi sta per essere ultimato il nuovo ponte, che si staglia in cielo tra i fumi e si specchia nelle iridescenti acque del canale, a perenne memoria di qualcuno che, come tutti i politici di rispetto, vuole lasciare il segno del suo passaggio. (guarda il video: clicca la foto):
Ma c’è una domanda insistente e ricorrente che viene dal basso:
” Perchè non è stato rilevato e liberalizzato il ponte mobile della società SILM (Società Industriale Lavorazioni Marittime) ancora ben efficiente e ben funzionante ???
Perchè si spendono un sacco di soldi pubblici per un’opera che c’è già ???
E non sarebbe anche il caso, in tempi così bui di crisi, di salvare i posti di lavoro dei 12 operai addetti ???
Ma si sa, quello che sembra razionale e semplice non sempre coincide con gli interessi dei potenti in economia, finanza, politica, affari. E, come in tutte le grandi opere, le spese lievitano e i finanziamenti di stato o europei, si disperdono in mille rivoli per finanziare amici e amici degli amici.
I “movimenti” hanno smascherato in ogni caso i grandi interessi nascosti: NO TAV contro la Torino-Lione in Val di Susa; NO DAL MOLIN a Vicenza contro la nuova base americana; NO PONTE sullo stretto di Messina. Tutti progetti connotati dal comune saccheggio del territorio, dalla grandiosità delle opere, dalla non considerazione delle esigenze dei cittani residenti. Nessuno ripagherà il dissesto idrogeologico e la rovina del Mugello dopo la costruzione della linea ferroviaria ad AltaVelocità , per arrivare a Firenze da Bologna 20 minuti prima!!! Con la stessa logica si fa il “ponte sullo stretto” di Ravenna!!!
E chi compare sempre, in tutti questi progetti? LEI, la CMC, la “Signora in Rosso”, che di rosso non ha proprio più niente; per ammissione pubblica: “…gli affari sono affari, pecunia non olet…”, ma anche: ” noi non prendiamo ordini dal PD, se mai siamo noi a darli a loro!…”
E chi ha fortemente voluto e, con caparbia ostinazione, perseguito, tallonando, fin dal suo primo mandato di sindaco, l’Autorità Portuale e relativi presidenti di turno, la costruzione del nuovo ponte mobile? LUI, il grande maestro di economia che, senza bisogno di studi alla BOCCONI, ha comunque sviluppato, sui “campi ravennati”, un ottimo palato. LUI, esperto di finanziamenti mercatali e vidmercati. Un’ossessione. Sempre a beneficio del territorio e dei cittadini!
E ci troviamo con una classe politica al guinzaglio delle logiche affaristiche e speculative delle grandi imprese, dei poteri forti, in campo nazionale come in quello locale, una classe politica che non ha più bandiera se non quella della tutela degli interessi di casta, nella totale mancanza di trasparenza, partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica, rigore morale ed etico della Politica.
Di questo “Ponte sulla… strettoia del Candiano” porteranno vanto la Ravenna degli Amministratori e i seguaci di quella logica che già avevamo definito
“masson-politico-industrial-curial-bancaria”
Diranno perfino che è molto bello quel ponte lanciato sul futuro… con un incremento stimato di 10 mila veicoli al giorno per lo più camion, anche sul lato est; la città sarà sotto assedio e l’aria sarà più pura…
Popolo di Ravennaaa!!! attrezziamoci per mandarli a casa!
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scrivi a Ravenna Viva: [email protected]
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per la cifra finale, aspettiamo il consuntivo.
complimenti per la scelta dall’accompagnamento musicale che sottolinea la realizzazione della Grande Opera. Ricorda le trasmissioni dell’ Istituto Luce.
Che dire … Affari ad ogni costo.
Andrà bene fin quando ci sarà il baubau Berlusconi e si potrà indicare in lui l’origine di tutti i mali. Ma dopo 15 anni c’è del marcio non solo in Danimarca.
e così si chiude il cerchio: aumento di traffico pesante anche sul lato est e Ravenna si troverà in una morsa di polveri sottili. tanto la centralina della Sapir non conta!… è in zona industriale! Vi volete dare una mossa voi ambientalisti? E la lista ecologista di Ravenna Viva la fate o no? Non basta minacciare di mandarli a casa, occorre realizzare i sogni!
Prima o poi il ponte sarà completato e, seppure con un vistoso ritardo, magari anche senza una dedica personalizzata “qualcuno” potrà dire che il segno del suo passaggio in Ravenna l’ha lasciato. Peraltro di segni negativi e costosi per la comunità e offensivi per il paesaggio ne aveva tracciati ben altri. In questi giorni, per non essere da meno l’attuale Sindaco annuncia che incontrerà Calatrava per discutere del segno che ha intenzione di lasciare lui….
Perchè il sindaco va proprio da Calatrava? Non crede forse il nostro sindaco che a Ravenna ci sia qualcuno, che vivendo qui da sempre, che abbia qualche idea migliore e piu sensata sulla nostra città , più dell’architetto catalano?
Non sopporto questa spocchia tutta ravennate di voler rincorrere le firme piu alla moda e di tendenza.
Mi piacerebbe che 2 cose si realizzassero:
1) un concorso pubblico di idee aperto a tutti (e non ai soliti studi professionali accreditatiti) su come sistemare la darsena – ponte o on ponte – visto che i creativi in città li abbiamo.
2) un netto rifuto del Calatrava di occuparsi di una città che dovrebbe da tempo camminare con le sue gambe.
@Nick Ti chiedi perchè Matteucci si rivolge a Calatrava? Scusa, ma mi sembra ovvio: perchè il suo passaggio deve essere legato ad un nome altisonante! Una progettazione fatta in loco, a suo avviso evidentemente, non consegnerebbe ai posteri il suo nome. Credo sia da considerarsi peccaminosa questa ansia che dovrebbe essere pagata con soldi dei ravennati. Eppure la stampa locale non risparmia la notizia della crisi che ha colpito anche la Ravenna ex-felix.
quelli che si autopromuovono tra i grandi di Ravenna appoggiano l’ipotesi Calatrava. Forse non avete letto la notizia che la sig.ra Mazzavillani in Muti, Presidente di Ravenna Festival, ha recentemente dichiarato “se il sindaco porterà qui l’architetto Santiago Calatrava, accetterò di presiedere il Comitato d’onore per Ravenna Capitale europea della cultura». Bontà sua. La signora fa preciso raffronto con quanto si sta realizzando a Liegi dove è stata recentemente. Il Sindaco rinfrancato dichiara “Vogliamo cercare di dare alla città una grande opera architettonica, cosa che non siamo stati in grado di fare — ha aggiunto Matteucci — nel secolo scorso»
Forse ha dimenticato la crisi in atto nei conti comunali.