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Le mani sulla città  (3° tempo)

 

Questo cantiere è una promessa del nostro Comune – area infrastrutture civili- :

“din-amica-città ”; 38 alloggi di Edilizia Residenziale Pubblica in via Patuelli, quartiere S. Giuseppe. Peccato che non ci sia nessun operaio, nessun lavoro, nemmeno un’ombra tra le impalcature;  e le gru sono ferme in quella posizione da più di sei mesi.

Un vero peccato per quel migliaio di famiglie in lista d’attesa per un alloggio popolare!………

…mentre in altre parti della città  si continua “febbrilmente” a cementificare; in ossequio a potenti forze economiche che agiscono con lo scopo del profitto massimo e considerano il territorio una merce indifferenziata.

I dati nazionali sono inquietanti: 100 chilometri quadrati l’anno: è la velocità  con cui avanza il cemento in Italia. 30 ettari al giorno; 200 metri quadri al minuto. 17,8% è l’incremento delle superfici edificate nel periodo 2001-2008. Senza rapporto alcuno tra variazione di popolazione residente e superfici edificate.

I comuni hanno poche entrate e per non fallire sfruttano gli oneri d’urbanizzazione. L’urbanistica dei comuni è funzione del mercato e dei soldi; di questo le amministrazioni comunali hanno bisogno: di oneri d’urbanizzazione. In media le entrate prodotte dall’edilizia e dall’urbanistica rappresentano il 20-40% dei bilanci comunali italiani; che  però finiscono nelle spese correnti. Per questo l’urbanistica si è trasformata in un’ inevitabile affare: fare piani per soddisfare il fabbisogno delle casse comunali e dei costruttori; non per razionalizzare e organizzare la città . Anche a Ravenna si continua a costruire nonostante il “totale invenduto delle nuove residenze abitative”.

via c.levi zona destra can.le molinetto

E mentre la statistica annovera la nostra città  tra le più “ad alto reddito pro capite” in E.R. (la famosa media del pollo…)  denunciamo un forte incremento, nell’ultimo anno, di distacchi morosi di acqua, luce e gas nel nostro comune. Molte famiglie sono private dei diritti  più elementari a causa della disoccupazione e difficoltà  economiche. Hera ammette genericamente “sospensioni nell’erogazione dei servizi”,  ma si rifiuta di fornire dati.

Mentre Lorsignori continuano a costruire, Ravenna che è  tra le prime nella classifica delle città  a più alto consumo di territorio, sfoggia cantieri dappertutto:

le torri sul canalevia Cilla

In Via Cilla l’operazione “squarta il quartiere” procede ai bordi di una circonvallazione interna tra le più trafficate della città , in suggestive strutture somiglianti a Marinara; così si risparmia nel progetto (l’architetto è sempre lui…). Invece la “torre sul canale” (Candiano) procede, ergendosi a faro di progresso tra  ruderi post-industriali, con riflesso in acque putride…;  con la promessa che ci metteranno pure dei pannelli solari e fotovoltaici!

SONO MIGLIAIA DI METRI CUBI DI BOLLA IMMOBILIARE  E SPECULATIVA CHE DETURPANO LA CITTA’ , L’AMBIENTE, IL PAESAGGIO.

CI GUADAGNANO SOLO “LORO”…

Popolo di Ravennaaaa!… mandiamoli a casa!!!

(continua)

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200911180843_occhiello.bmp “occhiello”

ACQUA BENE COMUNE…E PUBBLICA!

Paolo Rumiz (da Repubblica del 18nov.09)

” … fiducia sull’acqua. Che bisogno aveva il governo di questo mezzo estremo per trasformare in legge un decreto, avendo i numeri di una larga maggioranza? Che fretta c’è su un tema di simile portata? àˆ abbastanza intuibile. Se si affronta un iter normale, le cose vanno per le lunghe visto che il Pd è intenzionato a dar battaglia con l’Italia dei valori.

Entrambi i partiti hanno annunciato un fuoco di sbarramento a suon di emendamenti. Ma se accade, la storia comincia a far rumore; e se fa rumore c’è il rischio che gli italiani mangino la foglia. Cadrebbe la cortina di silenzio che negli ultimi anni ha avvolto il business legato alla distribuzione del più universale e strategico dei beni nazionali.

Il nodo è semplice. Lo Stato è in bolletta, da vent’anni non investe più come si deve sulla rete e oggi meno che mai ha soldi per un’azione di ammodernamento che costerebbe come otto ponti sullo stretto di Messina. Meglio dunque lasciare la patata calda ai privati, che con meno remore politiche potrebbero scaricare sulle tariffe il costo di un’operazione indilazionabile, e che per la mano pubblica è una delle ultime ghiotte occasioni di far cassa. Da qui un decreto che, caso unico in Europa, obbliga a mettere in gara tutti i servizi legati all’acqua e accelerarne la trasformazione in Spa, dimenticando che, quasi ovunque le grandi società  sono entrate nel gioco, le tariffe sono aumentate in assenza di investimenti sulla rete.

Ovvio che meno se ne parla, meglio è. Se in Parlamento scatta la bagarre, c’è il rischio che i Comuni virtuosi (inclusi quelli con i colori della maggioranza), che hanno tenuto duro nel non cedere i loro servizi alle società  di Milano, Genova, Bologna e Roma, creino un’alleanza per proteggere “l’acqua del sindaco”, cioè il loro ultimo territorio di autogoverno e autonomia dopo la perdita dell’Ici.

Se se ne parla, può succedere che gli utenti apprendano che, laddove le grandi società  sono entrate in campo, le perdite della rete sono rimaste le stesse, i controlli di qualità  sono spesso diminuiti e magari le tariffe sono aumentate . Magari si capisce che vi sono servizi che non possono essere privatizzati oltre un certo limite, perché allora l’acqua passa al mercato finanziario, diventa quotazione in borsa, e il cittadino non ha più un sindaco con cui protestare dei disservizi, ma solo un sordo “call center” piazzato magari a Sydney, Pechino o New York. No, non si deve sapere che siamo di fronte a un passaggio epocale, di quelli che cambiano tutto, come la recinzione dei pascoli liberi nell’Inghilterra del Settecento.

Non è un caso che si sia tentato di buttare una riforma simile nel pentolone di un decreto omnibus riguardante tutti i pubblici servizi, e non è un caso che – durante la discussione – si sia scorporato dal decreto medesimo il discorso il gas, i trasporti e il nodo delle farmacie. Gas, trasporti e farmacie erano la foglia di fico. Se oggi nel decreto su cui si pone la fiducia rimane solo l’acqua con i rifiuti, significa che l’acqua e i rifiuti sono il grande affare indilazionabile, l’accoppiata perfetta su cui si reggono i profitti delle multi-utility, e parallelamente le ingordigie della criminalità  organizzata. Non è un caso che si parli tanto di “oro blu”.

La storia dell’umanità  lo dice chiaro. Chi governa l’acqua, comanda. Le prime forme di compartecipazione democratica dal basso sono nate in Italia attorno all’uso delle sorgenti, quando i paesi e le frazioni hanno pensato ad affrancarsi grazie all’acqua. Lo scontro non è tra pubblico e privato, ma tra controllo delle risorse dal basso e delega totale dei servizi, con conseguente, lucroso monopolio di alcuni. Oggi potremmo dover rinunciare a un pezzo della nostra sovranità .”

13 comments to Le mani sulla città  (3° tempo)

  • stefano

    io credo che bisognerebbe iniziare a fargli pagare anche l’ici ai palazzinari, cosi quelli che hanno i 6000 appartamenti invenduti sul gozzo inizieranno a rendere tutto il maltolto e ci penseranno bene prima di imbrattare ancora, al mio paese (S.Zaccaria)si stà  febbrilmente lavorando per terminare una lottizzazione enorme dove stanno già  costruendo alloggi demaniali (sembra per finanzieri)ma dove sono previsti 44 lotti per bi-famigliari….. dove sono tutte le richieste??

  • verde speranza

    Macioz ha un sogno. Come tutti i politici di carriera scruta sempre l’orizzonte per veder apparire la sua grande occasione, per lasciare il suo segno, per passare un po’ alla storia. Ed ecco apparire la nuvoletta!: le olimpiadi del 2020. RAVENNA CANDIDATA SUBITO!!! Anzi no. Assieme a Ferrara. Anzi no. Anche Rimini. Anzi no. Tutta la Romagna. Territorio libero ce n’è tanto! Serve: almeno tre siti olimpici per gli atleti, uno stadio olimpico da 80-90 mila posti, tre palazzetti da 15-20 mila, uno stadio del nuoto e uno per il tennis. Un Aeroporto internazionale. Poi strade di collegamento, infrastrutture, trasporti pubblici, ricettività  alberghiera. E tanti, tanti, tantissimi finanziamenti, regionali, statali, europei, Coni, ecc. ecc… Macioz delira: una notte d’oro a testa che dura un mese!!!, la città  piena zeppa di turisti! baracca, bubana per tutti! Iter, Cmc, Acmar, amici degli amici, affari, polli e tacchine: il macchinone masson- politico-industrial-curial-bancario a pieno regime!!! Poi tutto resterà  lì a perenne memoria …..archeologia olimpica maciozziana….

  • Grazia

    Il quadro di verde speranza è perfetto e condivisibile in toto!
    ……e pensare che la Legge regionale dell’E-R n.20 del 2000 enunciava la volontà  di imporre PSC all’insegna della sostenibilità  interpretata attraverso valutazioni di tipo qualitativo e gli esperti stensori del PSC di Ravenna hanno ripetutamente dichiarato di volersi attenere al principio informativo della Valsat che è quello della precauzione, fondato sugli interessi ambientali (sic)
    Sembra evidente dalle immagini attuali l’insostenibilità  del nuovo insediamento di “Via Antica Milizia” (se volete che vi tremino i polsi ingrandite l’immagine), che, una volta completata, costituirà  una vera nuova piccola città . Trattandosi di un insediamento di circa 100.000 mq di nuovo costruito (il che vuol dire più di 3000 nuovi abitanti :come dire, per termine di paragone, metà  dell’attuale popolazione di Ponte Nuovo).
    Tremila cittadini che andranno a sopravvivere e a gravitare in un’area già  ora pesantemente interessata da un traffico insostenibile.
    Hanno un bel coraggio quando parlano di sostenibilità  e valori comuni.

  • Giovanni

    Anche a Cesenatico il PD detto anche il partito del cemento ecologico prosegue come in tutti i comuni della nostra Romagna la sua opera di cementificazione assurda del territorio,per poter aiutare gli amici palazzinari ,si chiudono anche i parchi divertimento ,la fame di terreni e’ tanta e non si sazia mai.
    Viviamo in un incubo ,i comuni parlano di grandi progetti,di riqualificazioni ambientali,di sviluppo ecocompatibile,i giornalisti raccolgone e pubblicano le veline del potere, le forze ambientaliste sono latitanti e con poco potere di decidere e intanto la distruzione prosegue veloce e inesorabile.
    O ASPETTIAMO IL 2012?

  • Luigi

    a Ravenna le elezioni sono previste per il 2011 ma siamo senza speranza. Tutti i partiti sono cementificatori convinti e ora che c’è la crisi dell’edilizia ogni cantone da lottizzare sarà  lottizzato.
    Ricordiamoci che attualmente il PD è sostenuto dal PRI così come da Rifondazione Comunista, passando dal Movimento per la Sinistra e dal Partito dei Comunisti Italiani, Verdi compresi malgrado non sia rappresentati in Consiglio comunale. Meglio tacere dell’attenzione all’ambiente della Destra. E allora?

  • Luigi

    scusate l’aggiunta. All’elenco dei Partiti che hanno dato l’appoggio al PD di Matteucci vanno aggiunti l’Italia dei Valori, il Partito dei Consumatori, il Partito di Cesare Sama (ora radicale) anch’essi sconfitti dagli elettori e quindi non presenti nel consesso comunale. Il Movimento dei repubblicani europei ha scelto di sciogliersi nel PD ed attualmente è una sigla in meno. Avrò dimenticato qualcun altro?

  • Giovanni

    STANNO ASFALTANDO TUTTO E’ UNA FOLLIA ,MA BISOGNA ASSOLUTAMENTE FARE QUALCOSA,ANCHE FARE UNA LISTA CIVICA ” RAVENNA VIVA”
    OPPURE ASPETTARE IL 2012 !!?

  • monica

    LISTA CIVICA!!!! CHE RIUNISCA TUTTI I GRUPPI ESISTENTI. MANDIAMOLI A CASA!!!!!

  • Gabriella

    Chissà  che il prossimo piano dell’arenile che, pur dichiarato dai proponenti all’insegna della sostenibilà , privatizzerà  ulteriormente la spiaggia non sia di stimolo alla cittadinanza ravennate. Perchè, si sa, bisogna toccare il fondo per risalire!

  • Roberto

    A Bologna si stanno svegliando.
    SPORCO MONDO:
    http://www.youtube.com/watch?v=wtdPdSUfTGs

    questo video merita un post a parte Giorgio. Non servono ulteriori commenti

  • Emmegibi

    tutto il cemento ha, secondo il loro pensiero, un alibi: serve a far lavorare. Chi ci crede sbaglia!

  • Emmegibi

    @ occhiello: cerchiamo di incidere localmente. Il Sindaco sceriffo che gioca a primeggiare con quello di Trevis, anche al di là  delle indicazioni governative, se volesse fare qualcosa di veramente “utile” potrebbe emettere una ordinanza sull’uso dell’acqua di rubinetto. Non oso immaginare che costruisca le case dell’acqua come succede nella “destra” Milano dove ognuno può andare -audite audite A GRATIS- a ritirare acqua naturale, gassata, fresca o a temperatura ambiente. MA ALMENO AD UTILIZZARLA OBBLIGATORIAMENTE NELLE STRUTTURE COMUNALI, A FORNIRLA NELLA FONTANELLE PUBBLICHE, A FARE UNA CAMPAGNA PUBBLICITARIA AD HOC.

  • Giovanni

    Il cemento sta distruggendo la Romagna,per far lavorare quasi tutta gente da fuori!!
    I soldi se li fanno i costruttori e i politici.
    Questo e’ un delitto,salviamo la Romagna,salviamo la sua campagna fertile ,salviamo la sua costa!!Salviamo la nostra identita’

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