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Unifreghit: che banca!

Ore 19.04 del 13 luglio scorso, sportello Bancomat di Unicredit Banca in piazza del Popolo a Ravenna: inserisco la carta per una ricarica telefonica, digito il codice segreto, scelgo il mio gestore (Vodafone), inserisco il numero di cellulare… a questo punto la “macchina” è partita per conto suo. Mi aspettavo la schermata per scegliere l’importo della ricarica; come di solito di 25 euro. Invece ha fatto tutto da sola con tanto di scontrino: ricarica di 250 euro! addebitati sul mio conto corrente che, oltretutto, è finito in rosso (la pensione arriva il 16 di ogni mese). Imbufalito chiamo il numero verde Vodafone per il da farsi ma mi rispondono che loro non c’entrano e di rivolgemi alla banca. Al numero verde di Unicredit mi dicono di rivolgermi al direttore della banca in cui è successo il fatto.

attenzione! bancomat che frega!

La mattina dopo, subito in banca, e il direttore si fa in quattro: entro due giorni si sistema tutto: ricarica di 25 euro e rimborso di 225; mi chiama lui al cellulare. Dopo un silenzio di 4 giorni torno in banca e un impacciato direttore mi dice che han provato, ma la questione non si può risolvere. “Ma la macchina che è andata in tilt è la vostra! assumetevene la responsabilità !” Ho minacciato la chiusura del conto, la denuncia per appropriazione indebita; beffardo mi ha consigliato di rivolgermi direttamente alla filiale dove ho il conto, quella di via Panfilia. Stessa trafila:  tre giorni di tempo per la risposta che ad oggi, ad un mese di distanza, non è arrivata.

Ho deciso: vendetta!! chiudo il conto all’Unicredit Banca. In fondo il conto mi serve solo per l’accredito della pensione e per la comodità  di avere un bancomat, ma chissenefrega, andrò a ritirare la pensione alla Posta come fanno tanti vecchietti e mi risparmio un centinaio di euro all’anno che me li ciucciava la banca.

Sede INPDAP, l’ente della mia pensione: non posso chiudere il conto con la banca perchè i tempi burocratici per il trasferimento sono di un paio di mesi. Ravenna, Posta centrale: aperto oggi un libretto, a costo zero; prossima pensione accreditata: OTTOBRE.

Però, per Unicredit, un bel pernacchione!!! 

G.Benelli

gbenx@fotoaeree.com

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200906130923_200904180820_occhiello.bmp  “occhiello”

Riceviamo da Nick

“Ieri mattina mia madre è stata vittima di un’incidente stradale ed è
morta. E’ stata investita in viale Europa da un furgone mentre rincasava
in bicicletta dal suo orto poco fuori città . La notizia di un ciclista
anziano investito da un’auto è ormai pane quotidiano nella cronaca
locale ma questa quotidianità  non può e non deve portarci ne
all’abitudine ne alla rassegnazione.

Mia madre non sapeva nulla di politica o ambientalismo ma contribuiva
alla coltivazione dell’orto familiare, ai suoi polli e diligentemente
separava i rifiuti per la raccolta differenziata perché l’avversione
allo spreco era ben radicato in lei

dai tempi in cui la miseria era condizione comune dei più. Apparteneva a
quella generazione che con il suo umile lavoro ha creato quel benessere
diffuso che oggi in troppi danno per scontato o che peggio considerano
un diritto da rivendicare al prossimo.

La tentazione di trasformare questo post in un’agiografia è forte e non
voglio andare oltre.

Quello che auspico è che si prenda coscienza delle aberrazioni che il
nostro modello di sviluppo ha generato. Se vogliamo partire dalla nostra
città  abbiamo molto da fare sia sul piano umano che su quello pratico.

Vorrei chiedere al nostro sindaco di partire con piccole cose, magari
andare controcorrente. Io penso a quando si vietò il fumo nei locali
pubblici — allora sembrava un’eresia, una legge inapplicabile, ed
invece è stata accettata ed applicata. Ecco, auspicherei qualcosa del
genere, una serie di ordinanze su argomenti che forse sembreranno tabù
oggi ma poi potrebbero essere l’inizio di una nuova civiltà .

Butto li due tre proposte “scandalose” forse dettate dalla contingenza
del mio dolore ma a cui pensavo da sempre:

- blocco delle nuove urbanizzazioni-salviamo il territorio

- tolleranza zero sulle infrazioni stradali, velocità  e parcheggi.

- ciclabili solo sulle strade extraurbane, in città  non ne abbiamo
bisogno.

Vorrei una città  circondata dagli orti…”

^^^^^^

A Nick la nostra vicinanza e com-passione.

7 comments to Unifreghit: che banca!

  • Grazia

    Somiglia ad un episodio del mitico Fantozzi! Manca l’informazione sull’addebito che verrà  fatto sul rosso del tuo conto: certo che UNIFREGHIT dovrebbe per-lo-meno dopo tanta trafila, quantomeno cancellare l’impropria attribuzione a debito.
    Sarebbe troppo appagante se altri correntisti della banca (con la b minuscola) chiudessero il poprio conto non tanto per solidarietà  quanto per “precauzione”….
    Hai pensato a segnalare all’ADUC? o all’ADOC? o….

  • fabio

    Io, che quando posso mi ostino ad andare in bicicletta, sono stato messo sotto due volte (e il caso ha voluto che una di queste mi abbia soccorso gbenx – grazie ancora). Per chi come me viene dalla campagna, avete mai pensato che tutti i paesi collegati a Ravenna dalla SS16 Reale sono isolati per chi usa la bicicletta? L’unico mezzo di trasporto è l’automobile perché i mezzi pubblici sono in sostanza inesistenti. Chi vuole fare una scelta diversa, rischia la vita: provate ad arrivare a Camerlona in bicicletta oppure Gambellara o Ghibullo passando per la Ravegnana. La politica ravennate ufficiale litiga su moschea, sicurezza, ambulanti abusivi ma l’insicurezza vera, i morti e feriti li addebitiamo ad un modello di sviluppo perverso che, va da sè, non si discute. Secondo me, democrazia è potere scegliere. Che senso ha se ci sono decine di partiti ma tutti sono concordi a continuare su questo sviluppismo perverso? By-pass, nuova E55, urbanizzazioni … nessuno che proponga una rete di piste ciclabili extraurbane: queste sì che migliorerebbero la qualità  della vita.
    Nick, un abbraccio.

  • giovanni

    a proposito di unifreghit : e’ bello sparare nel mucchio ! di sicuro si colpisce anche chi non c’entra nulla, e magari ha fatto e continuera’ a fare l’impossibile per risolvere i problemi. chissa’ come sono contente le centinaia di lavoratori di questa azienda sentirsi mortificati cosi’……

  • Claudio

    ….. ho letto, la lettera di Nick sull’ultimo post. Da quando è stata costruita la nuova circonvallaziane interna ( viale Europa ) ai due lati si può vedre come sia presente uno spazio verde a prato, che si presume dovesse prevedere la futura costruzione di un percorso ciclabile. Una legge Italiana obbliga la costruzione di percorsi separati per le diverse mobilità  automobilistica e ciclabile quando si progettano nuove strade, ( con la solita postilla Italiana .. “a meno che non ostino particlari problematiche..non ultima quella dei soldi” ).. e cosi, a Ravenna, come in tutta Italia, tale cavillo è pienamente utilizzato. E ci si barcamena in stupide discussione sui giornali tra autisti contro ciclisti e pedoni su chi è più indisciplinato, dimenticandoci che siamo tutti autisti, ciclisti e pedoni all’occorrenza, Km. più km. meno.
    Dire che se fosse stato presente un percorso ciclabile separato su viale Europa , non si sarebbe stati testimoni di tale tragedia, non fa parte della mia cultura, ma un tale percorso “sicuro ” per gli utenti deboli penso sarebbe stato un qualcosa in più per la nostra città  e per tutti i cittadini.
    …per un automobilista è più “utile” che io attraversi un passaggio pedonale a piedi con la bici a fianco , ( acquisendo cosi il diritto da CdS. ) impiegando 10/20 secondi per l’attraversamento , o che lo faccia in sella alla bici, dopo aver definito la precedenza, ” guardandoci negli occhi ed eventulamente dicendoci anche grazie.. ” e attraverso in 5 secondi.?
    Il fatto della precedenza è il vero dilemma, di civiltà  da “condividere”. Se si va in Austria, paese delle bici per eccellenza, il principio è sacro: rispetto dell’utenza debole, perchè tutti prima o poi lo diventeremo; è un principio talmente semplice da capire.. ma in Italia, a nessuno preme farsi carico di tale ” utenza”.. e cosi non ci rimane che metter in conto che un giorno o l’altro potrebbe capitare anche a noi.. è solo un dato di statistica e di probabilità .

    Un anno fa il Sindaco ci augurò con una lettera ai giornali , buon ferragosto e un invito o un augurio a fare viaggi all’estero per acquisire esperienze nuove..
    bè purtroppo li ho fatti ed in bici.. e che amarezza il ritorno a Ravenna, caro Sindaco!.
    Claudio
    P.S.: sarebbe interessante capire quanto costerebbe la costruzione di tali percorsi ciclabili, tenendo conto delle esperienze viste all’estero; non li separano con cordoli di cemento micidiali; li alberano come arredo urbano e se proprio non ci sono, temporaneamente non li asfaltano .. e ambientalmente ci piacciono anche di più.. vedi sommità  arginali dei fiiumi e/o pista ciclabile di Punta Marina.

  • Grazia

    Piena condivisione al dolore di Nick.

    Dopo di che voglio tentar di spiegare a Giovanni che non si può andare a casa del condannato per chiedere solidarietà  verso il Sindacato dei Tagliatori di Teste!
    Vorrei vedere te se ti trovassi il conto in rosso perchè il “meccanismo della banca è imperfetto”
    Cosa dovevano fare i lavoratori dell’EVC che rischiavano la propria salute tutti i giorni : assistere passivamente alle “fughe” dii CVM e tacere?
    Cosa dovevano fare i lavoratori del porto che rischiavano la propria incolumità  quotidianamente lavorando a rischio: tacere per poter continuare a lavorare?

  • Allora.
    L’articolo di Nick è giusto al 100 % !!! A Nick tutta la mia vicinanza e condoglianze. La compassione a cui fa cenno Giorgio mi sembra fuori luogo. Piuttosto occorre l’incazzatura contro il Comune, che tollera che le auto, i fuoristrada, camion e camioncini vadano sparati e facciano il tiro a segno con bici e bambini che attraversano la strada.
    Via Fiume Abbandonato dalla Camera Mortuaria alla rotonda della tangenzialina sembra un flipper, Via Belfiore è un poligono militare, Via Vicoli è il rettilineo di formula uno, viale Randi, specie dall’ESP verso il centro è pieno di missili; il lungomare di Punta Marina è un altro tiro a segno contro bici e bambini. Morti e feriti sono tantissimi.
    E la cosa gravissima è che anche gli autobus pubblici spesso guidano da assassini (ad esempio tra vi Baccarini e Via san Mama, e su Via di Roma, dal Palazzo di Teodorico all’UPIM; anche i TAXI bianchi sfrecciano a busso).
    Cavolo apettano in Comune a mettere ovunque le cunette per far rallentare gli assassini, le cunette serie che spaccano la coppa dell’olio, non quelle finte???
    Invece fanno ovunque parcheggi a destra e sinistra, così non si vede nè se arriva un’auto, nè se un bimbo attraversa la strada ….
    COSI’ SI AIUTANO GLI ASSASSINI!!!

    Per l’articolo contro Unicredit, scusa Giorgio ma mi pare un tuo tiramento di culo…
    Scusa la franchezza. Chi ci dice che non hai sbagliato tu? La tua foto? Ma và … E poi…
    In fondo hai scelto tu di fidarti del robot, per fare prima… E poi mica ti ha fregato dei soldi, è sempre una ricarica sul tuo cellulare…
    Chiudi il conto…, e incoraggi altri a fare lo stesso. Se è una semplice ripicca mi pare una fesseria, e un’ingiustizia verso i dipendenti Unicredit, che han provato ad aiutarti, fidandosi della tua parola.
    Potevi farlo comunque, se ti conviene…
    Concentrati sull’ambientalismo che vai forte!!!
    Cacchio bruciano nell’inceneritore di Ravenna??? Quanta cacchio di anidride solforica il Comune gli autorizza all’anno? Sono tutti tumori per noi…
    Dove tirano i venti costanti??
    Cosa scaricano tutte le fabbriche nel Candiano di nascosto?
    Come sono fatti i controlli della Medicina del Lavoro?? Sono efficaci o no??
    Chi controlla le navi che lavano le cisterne in mare??
    I comignoli delle fabbriche raggiungono davvero i 1000 gradi? (se no, esce diossina pura nell’aria!!!!

    Ciao.

    Giuseppe Marrone
    pittore, poeta e scrittore. disoccupato

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