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La mia città  che vorrei…

Stavolta ci rivolgiamo a tutti i  nostri lettori e l’appello è di quelli calorosi.

E’ un invito alla partecipazione, ad un progetto insieme; ognuno con la propria sensibilità , acutezza, fantasia, utopia. Il tema è:

                       la città  che vorrei

Il centro urbano, la periferia, il territorio, l’ambiente, l’organizzazione sociale.

Insomma, com’è fatta la città  dove vorresti vivere? Ti chiediamo dieci minuti del tuo tempo e uno sforzo mentale; mettici anche poesia se vuoi.

Ti chiediamo di buttare giù in otto-dieci punti, l’immagine di città  per te irrinunciabile.

Vogliamo svegliarci?, uscire dalla sonnolenza?, riprendere fiducia?, dare un pugno sul tavolo?

Clicca qui : ravennaviva@fotoaeree.com  e comincia subito, dai!

Marco Lodola-Le monde diplò

 

 

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200904180827_occhiello.bmp“occhiello”     Zoosafari:  finalmente una buona notizia !

Quando ogni speranza sembrava persa, ci si è messa di mezzo la crisi economica a bloccare, almeno temporaneamente, la realizzazione dello zoosafari e la cementificazione di 40 ettari di terreno, adiacente ad un’area di interesse paesaggistico ed ambientale.

Per la Giunta comunale è un autogol: ha bruciato la sua credibilità  nei confronti di quei settori dell’opinione pubblica sensibili alle tematiche ambientaliste ed animaliste e non porta a casa  la realizzazione di un progetto appoggiato dai “poteri forti” (chiarificatrici sono le affermazioni del consigliere comunale Bucci del PdL).

 

A ben vedere questo stop allo zoo, è  un bene anche per l’Amministrazione comunale considerato che il lungo iter seguito può prestarsi a contestazioni, come ha evidenziato l’opposizione in sede di commissione, che forse potevano portare ad impugnare una eventuale approvazione del progetto.

In  sede  di commissione  è inoltre balzata all’attenzione di tutti la realizzazione di un albergo all’interno del “parco faunistico”, che nessuno ricordava di aver mai sentito menzionare. Un ulteriore segno di una procedura  scricchiolante e non esente da critiche.

 

Chi ha contrastato e tuttora si oppone allo zoo avrebbe preferito che il progetto venisse bloccato per quelle ragioni etiche che ci impongono di avere  rispetto  e amore verso gli animali. Purtroppo non è stato così. Anzi abbiamo dovuto assistere alla rimozione di queste ragioni, definite “non pertinenti”.

 

Speriamo che non si formino cordate che associno altri investitori e creino le condizioni per proseguire.

Le motivazioni della società  Alfa 3000 parlano di troppi vincoli imposti alla realizzazione del progetto. Di questo dobbiamo dare atto al lavoro svolto dall’assessore Maraldi, volto ad evitare “incompiute” o interventi a stralcio . Non vorremmo che ora quei vincoli venissero in qualche misura attenuati.

 

Adesso ci attenderemmo un atto risolutivo da parte dell’Amministrazione comunale che archiviasse definitivamente l’anacronistica proposta di  “parco faunistico”, o  “zoosafari” o  “bio parco”, tutti termini per definire uno zoo in termini “political correct”. Questa sarebbe una scelta forte !

 

Più realisticamente ci rendiamo conto che siamo di fronte ad una tregua, una pausa di riflessione.

Le Associazioni ambientaliste ed animaliste e tutti i cittadini contrari allo zoo non disarmeranno e seguiranno con attenzione gli sviluppi.

 

Carlo Zingaretti

 




2 comments to La mia città  che vorrei…

  • fiorenza

    Di idee ne ho moltissime, regalo solo le più banali, come quelle esposte in due lettere al nostro caro Sindaco entrambe pubblicate sulla stampa locale.
    Sono partita da una decisa contrarietà  alla scempiaggine della cancellata ai giardini Speyer contrarietà  sposata anche dal collettivo “sebben che siamo donne” e poi anche da rifondazione.
    Ora sono indignata per la questione delle isole ecologiche interrate. Dobbiamo coinvolgere quante più persone possibili per contrastare l’insano progetto.
    Cancellare l’idea di piazza, collocandovi antiestetiche e maleodoranti torrette, mi sembra un altro gesto simbolico grave quanto mettere cancelli per escludere i “diversi” e per spostare un problema di “ordine pubblico”, ammesso che esista, da una zona ad
    un’altra della città .
    Basta alle strade “afgane” che attraversano la città !, basta ai muri imbrattati e scrostati!.A Ravenna,infatti di certo contribuisce in modo notevole al degrado urbano lo stato pietoso delle strade e dei marciapiedi anche nel centro della città , penso a quelli di via Aberoni, e alle scritte sui muri delle scuole,alle zone verdi incolte, forse in Hera serve qualche “ronda” per verificare la produttività  dei suoi dirigenti.

    o.t. sulla produttività …ricordo che in genere si pensa solo a quella del lavoro, e tutti a dire che la produzione(di beni o servizi) non va bene perchè i lavoratori sono pigri, non corrono, non si muovono, ma da ex ins. di economia faccio notare che tra i fattori che concorrono alla produzione(di beni o servizi) c’è anche la c.d. “capacità  organizzativa” dell’imprenditore, in altri termini, se il capo dell’impresa o di qualsiasi altra organizzazione non sa svolgere bene il suo compito il risultato non può che essere deludente.C.V.D.in Hera dove, certo, sanno fare profitti,(ma li saprebbe fare anche un bambino in quanto, PER LEGGE, SONO CERTI), ma forniscono, a tariffe sempre più alte servizi scadenti.
    La produttività  dei dirigenti Hera è negativa!A quando una diminuzione dei loro compensi e una corrispondente diminuzione delle tariffe?

  • fiorenza

    Che ne pensano gli avventori di questo spazio della scala”fuoriuscente dal fronte est dell’ex Convento di San Giovanni Evangelista”?
    A mio parere è un obbrobrio, che ne pensa il Signor Soprintendente Giorgio Cozzolino , il sig.Sindaco e il Presidente della commissione per la Qualità  Architettonica e il Paesaggio, ossia i soggetti che hanno autorizzato l’opera? Soddisfatti del risultato finale delle loro autorizzazioni?

    Con la scala esterna si stravolge il significato di chiostro che è per definizione “chiuso” verso l’esterno, oltre a costituire un pugno nell’occhio guardando il complesso nel suo insieme. Chi è il progettista? Mi piacerebbe conoscerlo e soprattutto sapere che cosa succede in quell’area.

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