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Una boccata d’o…zono

 

 

ozono

Dal Rhenish Institute for Environmental Research at the University of Cologne ci giungono I dati sulle previsioni per l’ozono in Italia.

In gran parte della penisola i livelli saranno molto alti.

Ai fini della protezione della salute umana, secondo l’Unione Europea, i limiti dei livelli massimi di ozono, calcolati nella media di otto ore, non devono superare i 120 mg /m3.

L’esposizione all’ozono, un inquinante secondario, provoca: respiro rapido e superficiale, irritazione delle vie respiratorie, tosse, spasmo bronchiale, riduzione della funzionalità  polmonare, riacutizzazione dell’asma, riduzione della capacità  del sistema immunitario nel combattere le infezioni batteriche, riduzione della performance atletica, congiuntivite, nascite premature, neonati di basso peso, possibile morte improvvisa del lattante, malformazioni congenite, riduzione dello sviluppo polmonare, possibili “modificazioni” a livello del cervello che renderebbero in qualche modo più sensibile l’organismo all’azione degli inquinanti (U.S. EPA. Air quality criteria for ozone and related photochemical oxidants; 600/P-93/004aF).

L’ozono sembra essere la chiave dell’aumento delle morti per cause cardiovascolari durante le ondate di calore (Occup. Environ Med 2007).

L’ozono si forma dalla ossidazione di composti organici volatili (VOCs) in presenza di NOx e dei raggi solari. I VOCs rappresentano il combustibile mentre gli NOx agiscono come una sorta di catalizzatori della reazione di ossidazione poiché non diminuiscono durante la reazione chimica che porta alla formazione di ozono. La fotochimica dell’ozono è un processo complesso e fortemente non lineare (European Commission – Ozone Position Paper).

Ad ogni aumento di un grado Celsius di temperatura corrispondono, negli Stati Uniti, circa 1000 decessi per inquinamento e circa il 40 % di queste morti è causata dall’ozono (GEO. RES. LETT, V. 35, L03809, doi:10.1029/2007GL031101, 2008).

CI SEMBRA INDISPENSABILE CHE LA POPOLAZIONE SIA INFORMATA CHE LE MORTI DURANTE LE ONDATE DI CALORE SONO DOVUTE IN PARTE AD UNA MAGGIOR TOSSICITA’ DEGLI INQUINANTI CAUSATA DALL’AUMENTO DELLA TEMPERATURA.

QUESTI DATI VENGONO NASCOSTI ALL’OPINIONE PUBBLICA CHE PENSA CHE IL PROBLEMA SIA ESCLUSIVAMENTE IL CALDO

IN BASE A QUESTE PREVISINI, SI RACCOMANDA DI NON PASSARE MOLTO TEMPO ALL’APERTO, SOPRATTUTTO NELLE ORE PIU’ CALDE, PER GLI ALTI LIVELLI DI OZONO.

LA RACCOMANDAZIONE VALE PRINCIPALMENTE PER I SOGGETTI PIU’ SENSIBILI COME GLI ANZIANI, I BAMBINI E GLI AMMALATI.

Giovanni Ghirga – Coordinamento Nazionale dei Comitati dei Medici per l’Ambiente e la Salute (Lazio)

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E a Ravenna ARPA che fa?

Le direttive impongono di INFORMARE i cittadini, i turisti (ed i
lavoratori portuali) sui tassi di ozono che si registrano. Anche a
Ravenna!

Invece i dati arpa sono bloccati a giovedì 3.7

Il picco di scala dell’ozono si è avuto nei giorni 4, 5 e 6 luglio.

Ozono (O_3 )Media 8 ore max (µg/m^3 ) Ora valore Max Superamenti (120
µg/m^3 )

Superamenti
data 3.7 Agglomerato R9 – RAVENNA – CAORLE (VIA CAORLE) *143*

RAVENNA – ROCCA (VIA ROCCA BRANCALEONE) *138
*data 2.7 ” RAVENNA – CAORLE *127
*

data 30.6 * *”* *RAVENNA – CAORLE *122*

Secondo la direttiva 2003/4/CE il non rendere disponibili al pubblico tali informazioni
rappresenta la violazione di un diritto sancito dalla Commissione Europea.


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