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Dio Geometra 2: la vendetta

Ravenna, 18 marzo 08

La storia del Dio Geometra era iniziata all’apparire della scritta sullo scalone costruito sul retro dei chioschi di S.Giovanni Evangelista (leggi post).

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L’invettiva, forse una bestemmia liberatoria all’indirizzo dei compiacenti uffici tecnici, torna d’attualità . Ma sotto le spoglie di una vendetta tonante del dio geometra.

Cronistoria: ieri sera, dopo la chiusura del bar Grand’Italia in Piazza del Popolo a Ravenna, si è provveduto allo sgombero di sedie, tavoli e ombrelloni. Stamattina, di buon’ora, sono arrivati camion, gru e operai e in quattro-quattrotto hanno montato il dehors. Questo il risultato:

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Completata la struttura nel suo degradante e sconvolgente impatto, la “gente” ha cominciato a mormorare, qualcuno ha gridato allo scempio; dai commercianti concorrenti a coloro che hanno ancora un po’ d’amore per la città  e il potere d’indignarsi. Certo le linee telefoniche del Comune si sono arroventate: a Matteucci è andato di traverso il pranzo.

La sollevazione ha sortito l’effetto: alle 16.30 i vigili urbani hanno apposto i sigilli e sequestrato la struttura. C’è chi dice perchè il progetto non è stato rispettato, chi avanza l’ipotesi che i competenti uffici non abbiano valutato bene di cosa si trattava. Certamente l’architetto che ha fatto il progetto non può averne sbagliato così grossolonamente la realizzazione, con il rischio reale di far perdere decine di migliaia di euro al committente.

Più plausibile la teoria che tutto sia filato liscio fino alla constatazione dell’orrore e fino al fuoco di fila di critiche e proteste da parte di tutti.

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Forse lo slancio con cui proprio oggi si annunciava sui quotidiani, da parte dell’assessore alla mobilità , la volontà  di fare del centro città  un “IPERMERCATO”, è stato preso sul serio. I nostri Amministratori da tempo prospettano l’ulteriore trasformazione del centro cittadino in un mercato permanente, già  siglato come “centro commerciale naturale” (il famoso Ce.Co.Na.). All’insegna della mercificazione degli spazi comuni. In ossequio al Mercato, allo Sviluppo, alla Crescita e in ossequio alle associazioni di categoria più potenti in un intreccio di affari, finanza, interessi di casta senza più limiti, riassumibili in un’indicazione “stradale” apparsa tempo fa in via Cairoli:

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Quello del dehors di ieri è solo un incidente di percorso, un “danno collaterale”. La bomba intelligente del Veltro-Pensiero di fatto è già  arrivata anche a Ravenna, per bocca del segretario Pagani che con un copia-incolla, ha avvisato “quelli del no”, e ” comitati di cittadini”, che d’ora in poi si farà  tutto quello che il pensiero unico neo liberista deciderà  di realizzare: zoosafari, parcheggi e villette al Bosco dei Gufi, il Ponte Sul Candiano, un nuovo inceneritore, il raddoppio della Mercegaglia, nuovo cemento in ogni dove, mare d’inverno, tutti i beni trasformati in merci, tutti i cittadini trasformati in consumatori…..We can

“Lorsignori” non fanno una piega agli allarmi climatici da saturazione di CO2 provenienti da tutto il mondo e alla quale Ravenna partecipa alla grande.

E in questo quadro i nostri consueti referenti politici a livello locale che fanno, dopo aver ingoiato l’esclusione dal centro sinistra nazionale; che fanno? A livello locale si inciuciano! Volevamo scovarli con i nostri appelli: ai siv?..indo siv! Ma qualcuno ha detto:

                                                               ” i’è ilè chi cova! “

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ALTRE NOTIZIE: -tecnica della nutrizione- (cave panem)

Ricetta pane dei supermercati e centri commerciali

Il pane del supermercato è prodotto con un “impasto istantaneo” in un processo che usa una combinazione di miscelazione ad alta velocità  e additivi chimici per eliminare la fermentazione tradizionale.

Gli ingredienti dell’impasto istantaneo comprendono:
Farina
La gran parte della farina da pane è macinata ad altissima pressione nei mulini a cilindri di acciaio. Fino all’80% delle sostanze nutritive di valore del frumento sono eliminate in questo processo. Di conseguenza, lo stato impone ai mugnai moderni di aggiungere alla farina raffinata vitamina Bl, vitamina B2, ferro (tutte di sintesi e non naturali che naturalmente il nostro organismo rifiuta quando va bene) e carbonato di calcio – ma soltanto una piccola parte dei livelli originali di vitamine e minerali presenti nella farina.
Lievito
Dato che il periodo di fermentazione è stato eliminato, vengono usate eccessive quantità  di lievito ad azione rapida per fare lievitare il pane. Poiché questo lievito in eccesso può non essere sempre fermentato completamente, è stato collegato ad un aumento delle allergie e delle infezioni da lieviti come la candidosi.
Sale
Molti fornai artigiani non usano sale, perché il sapore si produce naturalmente nel più lungo periodo di fermentazione durante la preparazione tradizionale della pasta. Con il suo tempo minimo di fermentazione, “la pasta istantanea” ha bisogno di grandi quantità  di sale per aggiungere sapore e controllare il volume e la struttura del pane.
Acqua
Il pane è venduto a peso, così l’acqua aggiunta, l’ingrediente meno caro, è uno dei modi migliori per aumentare i margini.
Secondo la ex Commissione di Controllo sul Cibo della Camera dei Comuni, la quantità  di acqua in una tipica pagnotta era passata dal 36 al 40% nel 1978 fino al 45% nel 1986. Ed oggi?
“Grasso frazionato”
La struttura della pasta “istantanea” è così debole che deve essere aggiunto grasso “frazionato” per impedire al pane di sgonfiarsi. I grassi frazionati hanno sostituito i grassi idrogenati perché si è scoperto che questi ultimi aumentano il rischio di malattie cardiache. Tuttavia, anche il grasso frazionato è stato collegato a malattie cardiache. Va detto che il grasso è grasso animale di infima qualità  e quindi anche i vegetariani mangiano il loro 7% medio di grasso nel pane.
“Coadiuvanti della lavorazione”
Enzimi su misura, derivati da sostanze come la soia, il frumento e il pancreas di maiale, sono usati per favorire “un impasto soffice”, aumentare la durata di magazzino, rafforzare il sapore e permettere ai produttori di aggiungere più acqua oltre a usare farine di qualità  relativamente inferiore. In teoria, solo in teoria, questi sono distrutti durante il processo di cottura. Di conseguenza, non devono essere elencati sull’etichetta.
Emulsionanti
Sono usati per garantire la stabilità  dell’impasto, migliorano la “struttura” della mollica, mantengono la morbidezza e rallentano l’alterazione. Quelli più comunemente usati sono monobi-gliceridi esterificati con acido tartarico: composti relativamente nuovi e complessi derivati dal petrolio. Anche questi non sono presenti in etichetta.
Agenti anti-micotici
Per dare al pane una maggiore durata in magazzino, viene spruzzato con sorbato o propionato di calcio. Quest’ultimo è stato collegato a reazioni allergiche fra gli operai delle panetterie e si è visto che distrugge gli enzimi che permettono al corpo di assorbire il calcio nel pane bianco.

Allora cosa ne dite?
Quello che per noi è un alimento, frutto della sana tradizione tipica italiana, è diventato un ammasso di farine senza pregio con acqua ed una lunga serie di porcherie!
Non è meglio mangiare un sano pane da agricoltura biologica fatto con farine (magari macinate a pietra), acqua e sale con pasta acida?
E questo purtroppo è solo un piccolo esempio di come ci fanno nutrire oggi: se vogliamo l’alternativa esiste ed è l’agricoltura biologica e biodinamica.
Meditiamo e agiamo di conseguenza, favorendo e incentivando i gruppi di acquisto e i produttori del nostro territorio.
Giampaolo Orlandi

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