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Risotto di folaga…? no grazie

Parola di sindaco:

“nemmeno un metro di territorio sarà 
precluso alla caccia”. Rassicurazione arrivata ai cacciatori nella rimpatriata alla Sala Rossa del Pala De Andrè. La caccia nel Bardello può continuare:

bardello e valle della canna

Parola di cacciatore:

” credetemi di cose tristi che gravano sull’ambiente degradandolo ce ne sono tante purtroppo, ma l’ambiente non è rovinato dal cacciatore ma da chi gestisce la caccia…
caccia per me significa ritorno alle origini, fondersi con la natura, far parte del buio e del freddo che le mattine invernali ti regalano accarenzandoti con la nebbia,
essere un tutt’uno con i miei adorati cani Alex e Vasco …..”

(Siii ! …e vedere gli uccelli planare dolcemente sull’acqua rosea del mattino…ecco un germano attratto dal richiamo della femmina plana maestoso e voglioso… uno..due spari…ANNICHILITO!!

ahhh.. l’odore del sangue nella rugiada e Vasco che si tuffa a recuperare la PREDA…che gusto spezzare una vita la mattina presto …. orgasmo al profumo di piombo…).

Proprio di piombo vogliamo parlare.

 

Decine e decine di fenicotteri rosa morti  sono stati recuperati dalla Forestale nelle acque delle Valli del Delta e nelle valli di Comacchio. Avvisati dai volontari del WWF, gli agenti hanno cominciato a rastrellare l’intera zona a piedi e a bordo di una piccola imbarcazione trovando anche alcuni animali ancora vivi ma malati. Le radiografie hanno evidenziato la presenza nel loro organismo  di pallini di piombo. Si tratta quindi – hanno confermato i veterinari – di morti per avvelenamento da piombo: il saturnismo.

YouTube – Delta del Po: la moria dei fenicotteri

Il 27 agosto scorso la Giunta Regionale dell’Emilia, su proposta dell’Assessore Zanichelli, con un atto immediatamente esecutivo, ha procrastinato una scadenza prevista oltre un anno fa: il divieto all’utilizzo dei pallini di piombo per l’attività  venatoria nelle ZPS, ossia aree protette di importanza europea finalizzate alla tutela degli uccelli. Solo dall’autunno 2008 si smetterà , pare, di fare uso delle munizioni con piombo in questi fragili ambienti (13/09/07)

Appena in tempo per accontentare la potente lobby venatoria, fremente di andare a caccia, interessata ad un futuro a brevissimo termine, in spregio al buon senso, all’evidente danno ambientale e all’interesse comune. Una categoria, quella dei cacciatori, che a parole si dichiara sempre “ambientalista”, ma che declina tale vocazione con una vera e propria guerra alla biodiversità . (WWF)

Il Piombo è un elemento tossico: entra nella catena alimentare se viene ingerito dagli uccelli acquatici che si nutrono di alghe, di molluschi o di organismi che vivono nel limo delle valli; e dagli animali che vivono nelle pinete. Si calcola che nelle nostre valli e nelle nostre pinete, da sempre aperte alla caccia, si sia accumulato uno strato di pallini di piombo da far tremare i tossicologi.

Soltanto nella pineta di S.Vitale, considerando solo gli ultimi cinquant’anni di attività  venatoria, sono state diffuse nell’ambiente tra le 150 e 200 tonnellate di pallini di piombo.

Se aggiungiamo le valli della Canna, Baiona, Piomboni, e i vari siti di posta fissa in luoghi umidi; la pineta di Classe e tutti i luoghi dove si pratica la caccia vagante possiamo calcolare in 1000 tonnellate il “peso” dell’inquinamento da piombo “venatorio” nel Ravennate.

Già  nelle piallasse avevamo il mercurio dell’ANIC…, già  l’aria che respiriamo è letale (“solo” tre inceneritori…più tutte le emissioni del polo chimico, del traffico pesante e portuale)

Ma gli organi di tutela e controllo della salute pubblica le sanno ‘ste cose?

Ma ARPA le sa ‘ste cose ? e il Parco del Delta le sa ‘ste cose ?

Ai siv…? indo siv…! sa fasiv…!

3 comments to Risotto di folaga…? no grazie

  • gbenx

    dal gazzettino di rovigo

    Strage di anatre, stop alla caccia

    Il divieto deciso dalla giunta provinciale durerà  un anno e riguarda Valle Ripiego

    Non si sparerà  per un’intera stagione venatoria a Valle Ripiego . La durissima sanzione è stata deliberata dalla Giunta provinciale che non ha fatto sconti alla valle da caccia del Delta teatro della strage di anatre del novembre 2007. Per tutta la prossima stagione venatoria 2008-2009 nella valle incriminata sarà  vietato prendere di mira la selvaggina migratoria.
    L’episodio è noto: quattro cacciatori in una sola mattinata di bora con gli uccelli che si rifugiavano dentro agli argini della valle per proteggersi dal freddo, sono stati protagonisti di una carneficina con 680 anatre abbattute in poche ore.

    L’intervento della Vigilanza provinciale intercettò i quattro mentre scaricavano l’incredibile carniere sulla terraferma. Ben 580 furono gli uccelli sequestrati perché abbattuti oltre il numero consentito. Le carcasse formarono una piccola collinetta e i Vigili provinciali per asportarle riempirono i cassoni dei loro due pick-up. Gli uccelli appartenevano a diverse specie di pregiati migratori: per l’esattezza si trattava di 260 germani reali, 312 fischioni, due codoni, 21 mestoloni e 50 folaghe.

    Non particolarmente gravi furono tuttavia le sanzioni comminate ai quattro cacciatori. La legge prevede solo una multa di 50 euro per i capi abbattuti oltre il numero consentito non distinguendo se si tratta di uno o più capi. Nonostante ogni cacciatore avesse abbattuto 145 uccelli fuori regola, la multa poteva essere progressiva. Escluso il reato penale che non è previsto, anche se la strage è avvenuta, fatto non secondario, in una Zps, le zone di protezione speciale che in pratica coprono l’intero Delta.

    Sembrava che potessero scattare invece gli estremi per un reato extra venatorio. Per alcuni si configurava una sorta di furto ai danni del patrimonio indisponibile dello Stato, come andrebbe a ben guardare classificata la selvaggina. La Provincia ha invece optato per la strada della diniego di caccia nella stagione prossima avvalendosi della facoltà  che gli viene conferita dalla Regione di autorizzare di anno in anno l’attività  di gestione faunistica nelle aziende private compreso il prelievo venatorio.

    Immancabile dovrebbe essere ora l’impugnazione del provvedimento da parte dei proprietari della valle che potrebbero rivolgersi al Tar per farsi annullare o ridurre la sanzione ricevuta. C’è già  chi è critico nei confronti di palazzo Celio rilevando un’asprezza esagerata delle decisione per la lunghezza dello stop all’attività  venatoria. La conseguenza diretta sarà  il pesante danno economico che la valle subirà  e ciò potrebbe indurre il giudice ad annullare la sanzione. Forse un provvedimento sospensivo più breve ma ugualmente esemplare avrebbe meglio raggiunto lo scopo cercato.

    Franco Pavan

  • M.Grazia Beggio

    La diffusione del piombo nelle aree umide deriva per la maggior parte (70-80%)dall’attività  venatoria che vi si svolge. Altre fonti sono individuate nel piombo utilizzato come zavorra nelle lenze da pesca ed in parte dalle emissioni industriali in atm e dalla dissoluzione chimica della roccia.
    L’ingestone di pallini di piombo per uso venatorio negli uccelli acquatici, chiamata “intossicazione primaria”, è stata segnalata sin dal 1800. Se il numero di pallini ingeriti è elevato si ha una esposizione acuta che porta alla morte dell’individuo in pochi giorni; in relazione a questo fenomeno ogni anno muoiono nel mondo diversi milioni di uccelli acquatici. Altri milioni di uccelli acquatici muoiono in seguito all’esposizione cronica da piombo ingerito.
    Negli ultimi 5-10 anni la ricerca effettuata in diversi paesi ha dimostrato come il piombo derivante da attività  venatoria può essere trasferito dagli uccelli acquatici ed alcuni passeriformi ad uccelli predatori generando così quella che viene chiamata “intossicazione secondaria”.
    L’intossicazione da piombo negli uccelli acquatici rappresenta anche un pericolo per la salute umana in quanto il consumo di carne di questi uccelli può generare un’esposizione e quindi una possibile intossicazione.
    ….. estratto da Intossicazione da Piombo negli Uccelli acquatici e rapaci di Nicola Bianchi e Aristeo Renzoni del Dipartimento di Scienze ambientali Università  di Siena…

  • Diego

    interessante la pubblicazione dei ricercatori del Dipartimento di sciente ambientali di Siena. Ma anche un numero de Il Divulgatore, Periodico di Informazione Agricola, Zootecnica, Forestale editato dalla Provincia di Bologna, di qualche anno fa aveva pubblicato “quei pallini avvelenati”:
    L’avvelenamento da piombo è una delle principali cause di decesso degli animali acquatici -affermava- che può essere prevenuta vietando l’uso del piombo nella fabbricazione dei pallini delle cartucce sull’esempio di quanto già  avviene in altri Paesi.
    Le stime dicono che in un solo anno di attività  venatoria vengono disperse nell’ambiente almeno 14.000 tonnellate di pallini di piombo pari a 400 milioni di cartucce.
    L’articolo da una lunga spiegazione sull’ingestione da parte degli uccelli acquatici dei pallini di piombo scambiandoli per particelle di cibo e sul come all’interno del ventriglio dell’animale a seguito di sfregamento con altri sassolini vengano rilasciati i sali di piombo assorbiti poi dalla mucosa gastro enterica successivamente accumulati negli organi vitali.
    In animali di una certa dimensione come il cigno reale l’ingestione di 4-10 pallini portano a morte in 36-70 giorni mentre con l’ingestione di 25 pallini l’uccello muore di avvelenamento in 10 giorni.
    I più colpiti sono cigni ed anatre tuffatrici, come i moriglioni e le morette ma anche limicoli come il combattente. E’ nelle cose determinate dalla piramide alimentare che il rischio colpisca poi i rapaci che frequentano per alimentarsi le zone umide dove viene esercitata l’attività  venatoria.
    Conclusione: i pallini delle cartucce uccidono due volte!
    E’ difficile comprendere le titubanze della politica di fronte a queste evidenze.

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