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Inceneritori: chi li fa e chi ci cura …

Questo post è d’obbligo dopo l’uscita del Presidente di Hera Ravenna, Filippo Brandolini, sulla necessità  entro il 2012 di un’altra linea di incenerimento qui a Ravenna, apparsa i giorni scorsi sui quotidiani locali.

Noi l’aspettiamo al varco…

Per chi si fosse perso l’intervento a faccia tosta del prof. Veronesi, lo proponiamo; per capire quanto “uomini di scienza” siano considerati “ineccepibili luminari” fino a quando non si scoprono interessi personali e di casta…
YouTube – Dott.Veronesi:I RISCHI DEGLI INCENERITORI SONO UGUALI A ZERO

Dal blog di Beppe Grillo, queste “informazioni”: il prof.Veronesi,

“..ha detto che gli inceneritori non hanno alcun effetto sulla salute. Ne dovrà  rendere conto, prima o poi, agli ammalati e ai loro parenti. Sono decenni che questo uomo sandwich si occupa di finanza, di imprese e, saltuariamente, di salute. Non è informato sui fatti e ha qualche piccolo conflitto di interessi. Per lui inceneritori e istituto dei tumori sono un ciclo virtuoso di creazione della malattia. Un business. La provoca e la cura.
La fondazione Veronesi ha come partner:
- ACEA – multiutility con inceneritori
- ENEL – centrali a carbone ed olii pesanti e nucleare
- VEOLIA Environment – costruzione inceneritori.

Molti medici non sono d’accordo con lui e non solo in Italia.
Il “Conseil Nationale de l’ordre des medicins” francese e i principali sindacati dei medici di medicina generale francesi “praticiens” hanno richiesto “una moratoria concernente la costruzione di nuovi inceneritori”. L’incenerimento produce centinaia di sostanze tossiche che si liberano nell’atmosfera (articolo da Le Monde).”

In una lettera inviata al Commissario Europeo Dimas, il gruppo di scienziati e di oncologi impegnati nella richiesta di moratoria di questa pericolosa tecnologia affermano testualmente che “Numerosissimi sono gli studi che hanno evidenziato danni alla salute sulle popolazioni esposte, danni che nessuno può escludere anche con i “nuovi” impianti e che hanno indotto migliaia e migliaia di medici, di cittadini, di intellettuali, di associazioni ambientaliste a prendere posizioni anche con esposti e denunce alla Magistratura, affinché venga semplicemente fatto ciò che in tutto il mondo civile si fa, mettendo al primo posto la salvaguardia dell’ ambiente per la tutela nostra e di chi verrà  dopo di noi”.

Questo appassionato appello al Commissario Dimas viene firmato, tra gli altri, da: Prof. Angelo Gino Levis – genetista, Dr.Patrizia Gentilini – oncologo, Prof. Gianni Tamino – biologo, Dr. Giovanni Ghirga – pediatra e portavoce dei Medici per l’ Ambiente e la Salute Alto Lazio, Dr. Luigi Carpentiero – Medico del Lavoro, Dr. Stefano Montanari ““ Direttore

 

Ora vi proponiamo l’intervista alla dott.ssa Patrizia Gentilini, oncologa a Forlì, membro di Associazione Medici per l’Ambiente ISDE Italia, affiliata a International Society of Doctors for the Environment:
YouTube – Intervista dott.sa Patrizia Gentilini

a voi il giudizio…

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Notizia importante :

Domenica, 9 marzo ’08 alle 14.30 nel piazzale-parcheggio delle autocorriere (piazza Aldo Moro) dietro la stazione è indetta dagli amici de”glizoobastardi” una manifestazione nazionale contro la realizzazione del famigerato ZOOSAFARI a Ravenna. Bisogna andare!

200802080733_zoosafari.jpg

http://www.inventati.org/glizoobastardi/index2.html

 

2 comments to Inceneritori: chi li fa e chi ci cura …

  • MarcoP

    Per capire le strategie di brandolini non bisogna fare molto sforzo. Il DM 24 ottobre 2005 estende il contributo CIP6 a 12 anni. Attualmente l’inceneritore di Ravenna incassa circa 2 milioni e mezzo di euro (circa) di contributi CIP6, che lo ricordiamo sono illegali per la comunità  europea. L’inceneritore di ravenna è entrato in funzione nel 2000… Viene il sospetto che questioni di discarica, salute, buona gestione, non siano parte dei piani strategici di HERA.

  • ClaudioL

    Vi copio qui sotto una recente lettera che Paul Connet ha inviato ai romani.
    Un anno e mezzo fa quest’uomo ci infondeva fiducia facendo leva sulle nostra fantasia ed al retroterra culturale che ci appartiene spronandoci a trovare una nostra via alla risoluzione del problema rifiuti.
    Oggi mi sembra un po’ disilluso e il “buona forutna” finale ha un sapore un po’ amaro.

    “Mi hai chiesto di mandarti un commento sulla situazione attuale
    relativamente a quanto ho visto sulla proposta di realizzare il
    gassificatore di Malagrotta.

    Trovo assai penoso e difficoltoso riassumere le mie impressioni su
    questo argomento. Nelle situazioni come quella di Napoli, io sento che
    l’intera mia preparazione scientifica e la mia educazione non mi
    forniscono elementi per affrontare questi argomenti. Io sono abituato
    a ragionare su un piano diverso, dove l’onestà  ed il discorso
    razionale hanno un significato. Credo che ciò non significhi molto a
    Napoli e a Roma, dove quelli che vogliono realizzare gli inceneritori
    hanno l’appoggio dei politici potenti. Sarebbe già  generoso definire
    questi politicanti degli incompetenti. E più verosimile che costoro
    abbiano collegamenti finanziari. Come si potrebbe altrimenti spiegare
    la loro completa mancanza di buona volontà  al fine di vedere che
    disastrosa politica sia quella di spendere milioni di dollari per
    realizzare macchine che semplicemente distruggeranno delle risorse che
    in futuro dovremo spartirci? Tristemente, penso che queste persone non
    si curino affatto della sostenibilità . Perciò è molto difficile per me
    continuare un discorso razionale in questo ambito. Io sono pià  che
    contento quando posso illustrare il mio modo di vedere circa quello
    che bisognerebbe fare con i materiali di scarto in modo da tutelare la
    salute, l’economia, i nostri figli e nipoti e il pianeta, così come ho
    fatto attraverso l’Italia negli ultimi 20 giorni (21 conferenze). Ho
    trovato ascoltatori molto attenti e molto desiderosi di seguire il
    discorso, ma mi è sembrato che l’argomento interessasse poco i potenti
    di Roma o di Napoli.

    Questo è molto triste, se uno pensa ai grandi passi avanti fatti verso
    l’obiettivo rifiuti zero in oltre 1000 comunità  (grandi e piccole, ad
    esempio Novara, 100,000 abitanti che in 18 mesi hanno ridotto i
    rifiuti del 70%) in Italia, che hanno adottato il sistema di raccolta
    differenziata porta a porta.

    Invece di essere autorizzati ad esaltare questi comportamenti virtuosi
    è voi mi chiedete ancora di pulirmi le mani nella toilette e di
    discutere su come possiamo mantenere uomini disonesti! Come possiamo
    attualmente controllare scientificamente questo disastroso progetto di
    Malagrotta? Posso pensare che qualcuno tra i potenti sia interessato
    alla scienza? Siamo poi così tanto progrediti da quando il Papa disse
    a Galileo cosa doveva vedere e pensare?

    Oggi, al posto dei papi, a dire agli scienziati cosa devono pensare,
    abbiamo i miliardari che pensano ad aumentare la loro ricchezza a
    spese della salute pubblica e del futuro del pianeta. Siccome possono
    comprare tutto quello che vogliono, probabilmente possono comprare
    facilmente anche la scienza. Così noi possiamo escogitare un piano
    astuto per farla in barba alla volpe?

    Secondo Alan Watson il contratto per il sistema di monitoraggio
    dell’Amesa è stato firmato da Cerroni e la società  Amesa. Questo
    sembra essere per l’installazione ed il funzionamento. E’ tuttora una
    questione aperta per quanto riguarda quale laboratorio analizzerà  le
    cartucce. Se Cerroni ha accesso a questo laboratorio io temo il
    peggio. Io penso che sia importante che il monitoraggio sia totalmente
    separato dall’accesso di Cerroni. Alan sta verificando se Amesa sia
    intenzionata ad analizzare le cartucce autonomamente o se sia
    possibile trovare un laboratorio di nostra fiducia per farlo. Egli
    tornerà  su questo argomento.

    Comunque, anche se queste procedure fossero condotte in modo corretto,
    in un paese dove sembra che ci sia uno scarso rispetto dell’onestà ,
    ciò non garantirebbe la certezza del diritto e chiaramente non
    risolverebbe la questione della sostenibilità .

    Così lontano come la sicurezza, per quanto concerne l’industria
    dell’incenerimento, è il volo cieco sull’argomento delle
    nanoparticelle. Le nanoparticelle non sono né regolamentate né
    controllate. Noi sappiamo che esse non sono filtrate molto bene, sono
    in grado di percorrere grandi distanze, restano sospese nell’aria per
    lunghi periodi di tempo e possono raggiungere le parti più profonde
    dei polmoni, superare facilmente la superficie degli alveoli polmonari
    e arrivare nel sangue. Dal sangue possono, tramite la circolazione,
    raggiungere i vari tessuti e persino il cervello. Attendo ancora una
    risposta scritta dall’industria dell’incenerimento all’articolo di
    Stephania Cormier e altri, pubblicato a giugno del 2006, sulle
    prospettive di tutela dell’ambiente. Questi autori hanno rilevato una
    seria questione che riguarda la formazione di nanoparticelle e il
    danno che provocano alla salute.

    Le nanoparticelle non sono una novità , sono formate in tutte le
    combustioni ad alta temperatura, inclusi i motori dei veicoli e le
    centrali elettriche. La novità  sta nello studio dei loro effetti sulla
    salute, le nanopatologie. Noi sappiamo che queste particelle prodotte
    dagli inceneritori di rifiuti (compresi gli impianti di
    gassificazione) sono le più tossiche di ogni tipo di combustione. Esse
    contengono metalli molto tossici, radicali liberi, diossine, furani, e
    centinaia di altri composti a tossicità  elevata, che si formano
    durante le procedure di incenerimento.

    Ancora una volta non sono regolamentate, non sono controllate. A mio
    modo di vedere, ci sono solo due vie per scoprire l’entità  del danno
    che possono causare e sono lo studio dell’ambiente e dell’organismo di
    coloro, che abitano nelle prossimità  di questi impianti. Stefano
    Montanari e sua moglie Antonietta Gatti hanno dimostrato che è
    possibile identificare queste particelle nei tessuti umani e anche
    determinare la loro composizione chimica. Una tale analisi degli
    elementi può fornire l’impronta digitale di quella che può essere la
    loro origine. In questo modo i tessuti di coloro che muoiono nell’area
    interessata, posso essere esaminati durante l’autopsia, come pure
    possono essere esaminati i tessuti rimossi durante le operazioni
    chirurgiche e le biopsie.

    Un altro approccio è quello di analizzare la vegetazione nelle aree
    dove si depositano le nanoparticelle. Questo è stato stimato un valido
    sistema da Montanari e adesso possiamo avere una buona scorta di
    esempi. Egli ha avuto alcune idee su quale fosse il tipo di
    vegetazione più appropriato al fine dell’indagine.

    Una tecnica semplice e poco costosa è quella di monitorare i licheni
    per quanto riguarda il mercurio. Questo metallo vaporizza facilmente
    ed è molto difficoltosa la sua rimozione da parte dei filtri delle
    emissioni. Se l’impianto lavora in modo inappropriato e/o se la
    filtrazione con carboni attivi è disattivata (per tagliare i costi?),
    allora io mi aspetto un più alto livello di mercurio nelle aree
    circostanti. Io so che questo è capitato a Lake County, Florida alla
    fine degli anni ’80, quando grandi quantità  di mercurio sono state
    trovate nel muschio, che si trovava nei paraggi dell’impianto. Ancora
    una volta vorrei raccomandare di raccogliere i licheni per questo
    scopo adesso (con un adeguato sistema di conservazione). Per il
    momento non è necessario fare le analisi se le piante verranno
    conservate in un contenitore chiuso e in frigorifero.

    Sarebbe ovviamente molto meglio se le autorità  romane fossero
    intenzionate a fare la cosa sensata e corretta di impedire la
    realizzazione di questo impianto e al posto incoraggiare il sig.
    Cerroni ad utilizzare le attrezzature di separazione per il vaglio dei
    residui o addirittura un impianto per il trattamento meccanico
    biologico. Unitamente ad una raccolta differenziata porta a porta
    spinta, specialmente nelle aree periferiche della città , Roma potrebbe
    essere un leader invece che una pecora.

    E’ sciocco affermare che le grandi città  non possono raggiungere una
    forte riduzione dei rifiuti con questo sistema, perché San Francisco
    lo fa tutti i giorni così come Los Angeles, Chicago, Seattle, Halifax
    e Toronto. Invece di fare viaggi verso gli inceneritori distruttori di
    risorse presenti in Europa e in Giappone, sarebbe ora che i vostri
    funzionari visitassero luoghi dove veramente si crede nel recupero
    delle risorse. Sarei felice di aiutarvi a trovare gli opportuni
    contatti in California, che sarebbero in grado di consigliarvi un
    itinerario e di presentarvi alle persone giuste per organizzare una
    visita.

    Purtroppo, io ho poche speranze che qualcuno di questi suggerimenti
    possa essere messo in pratica. Come ti dicevo, io vivo in un mondo
    differente. Se dovessi fare tutto di nuovo, eviterei di entrare nel
    campo della scienza, perché è così deludente vedere la scienza pura
    fatta a pezzi, tutti i giorni, davanti ai miei occhi, da funzionari
    governativi. Oggi, se un funzionario governativo della sanità  vuole
    diventare un eroe, basta semplicemente che faccia il suo dovere e, se
    non gli è consentito, allora dica almeno la verità .

    Buona fortuna

    Paul
    ——————-”

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