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Ravenna: lo scempio di “COSTA NOSTRA”

Ravenna Viva - - Pubblicato il Dicembre, 28 alle 9:37 am da gbenx

A Bari, barbara città del meridione d’Italia, corrotta dalle mafie, il bene comune “COSTA”, viene salvato così:

Demolizione di Punta Perotti

A Ravenna, dopo le polemiche dell’estate scorsa sugli abusi commessi in alcuni bagni, sanzionati dalla Capitaneria di Porto e minimizzati dalla nostra zelante Amministrazione Locale, nella nostra città iper-sviluppista

dove comandano i poteri forti delle associazioni di categoria, delle banche, della Curia, dei Massoni e degli “imprenditori

succede che la cementificazione della costa e della spiaggia “bene comune”, avviene sotto sotto, in perfetto stile aumma-aumma. “LORO” diranno che è tutto legale e “con le carte a posto”, ma come giustificano queste colate di cemento al bagno Ruvido?:

lavori al ruvido

 

e questo incredibile scempio che si sta consumando sulla spaggia lì a fianco: alle “splendide” Terme di Punta Marina?:

terme di punta marina

Hanno ricoperto i muri esterni di listelli di legno: cosi il tutto diventa “eco-compatibile”.

Ma, non contenti, hanno pensato di allargare le loro “competenze” anche sul retro, dalla parte della pineta, in previsione di un allargamento del parcheggio (che ci vuole!)

Hanno tagliato una ventina di pini grossi più di venti cm. di diametro:

pino tagliato

pino tagliato

pino tagliato

 

La pineta è zona S.I.C. (sito di interesse comunitario) tutelata dalla legge Galasso e successive.

All’art. 82 del decreto del Presidente della Repubblica 24-7-1977, n. 616, sono aggiunti, in fine, i seguenti commi:“Sono sottoposti a vincolo paesaggistico ai sensi della legge 29-6-1939, n. 1497:

a. i territori costieri compresi in una fascia della profondità di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;……

Hanno disboscato un’area di un centinaio di metri quadri!

area disboscata

 

Signor Sindaco, signori del Parco del Delta, signori della Capitaneria di Porto, signori della Guardia Forestale, signori della Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali, chi tra voi si rimpallerà le responsabilità di questo scempio?

E voi, GranSignori della sinistra arcobaleno,

ai siv? indò c.. a siv!

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14 Commenti a “Ravenna: lo scempio di “COSTA NOSTRA””


  1. Paola il 28 Dicembre, 2007 alle 10:29:49

    Dopo gli scempi compiuti sulla costa di Marina di Ravenna e Casalborsetti, mi sembra evidente l’impronta di questa amministrazione, in perfetta continuità con le precedenti, sui temi della difesa del territorio.
    Il nostro “benessere” si fonda su un’idea di sviluppo che distrugge le risorse naturali e ha sconvolto un paesaggio che ha pregi e caratteristiche su cui si potrebbe fondare davvero un’idea di turismo di qualità.
    Lo sviluppo turistico di Marina ha arricchito pochi immobiliaristi e gestori di locali ed ha prodotto costi sociali enormi che pagano tutti i cittadini.
    Ma le cose non vanno diversamente negli altri lidi e nella città.
    Proviamo a pensare al verde di Marina Romea di 20 anni fa e a cosa è diventata oggi, grazie alle lottizzazioni selvagge che si sono compiute in questi anni. Tutti questi introiti che ha incassato il Comune (cessione di aree di proprietà comunale poi trasformate in edificabili, oneri di urbanizzazione e ICI) hanno prodotto più servizi per i cittadini? Quali?
    Non sarebbe ora di iniziare a chiedere una rendicontazione sociale di come vengono amministrate le risorse finanziarie negli enti locali e cominciare a discuterle in assemblee pubbliche?
    Cosa ha da proporre il “nuovo PD” di Ravenna su questi argomenti?

  2. Marco il 28 Dicembre, 2007 alle 10:52:17

    Ormai l’ambiente non interessa più a nessuno. Gli amministratori si preoccupano di favorire gli interessi economici e i cittadini di far quadrare i propri bilanci e garantire il proprio livello di benessere. C’è un clima di sfiducia che tende a premiare sempre di più i furbi, quelli che poi la fanno franca pagando una multa simbolica… e purtroppo è una mentalità che è dilagata tra i giovani.
    Chi o cosa ci salverà?

  3. Grama il 29 Dicembre, 2007 alle 12:47:54

    si dice che il comune abbia chiesto lo stralcio dell’area dal SIC.
    Non sarebbe una novità: l’aveva già fatto infatti per consentire lo sviluppo della SAPIR in area Piombone. Ed è stata accontentato.
    Ma non risulta che la richiesta sia stata ancora approvata dalla Regione, nè tantomeno dal Ministero nè dall’UE. Se così fosse si confermerebbe l’arroganza con cui si muove il Comune anticipando di fatto tutte autorizzazioni date per scontate.
    Se l’avesse consentito il governo di centro-destra ci sarebbero i muri tappezzati da manifesti!
    E, comunque, nel caso la riduzione dell’area SIC non fosse tuttora recepita, non dovrebbero gli Organi di vigilanza competenti tenuti a bloccare i lavori e ad elevare pesanti sanzioni?

  4. Diego il 29 Dicembre, 2007 alle 5:43:45

    Non condivido l’affermazione che l’ambiente oggi non interessi nessuno come affermato. Gli ultimi sondaggi sostengono che oltre alla paura del futuro, sia proprio la questione ambientale a preoccupare gli italiani. Il disfattismo che colpisce i giovani è il prodotto di una politica disattenta che ha messo proprio l’aria, l’acqua, il territorio in subordine rispetto ai soldi. Di questo è fortemente colpevole la sinistra che questo comune governa da oramai quasi quarantanni e, negli ultimi venti, in perfetto stile democristiano: il mito dello sviluppo a tutti i costi e senza limiti è nei programmi. Il senso di responsabilità e la vergogna non hanno ancora colpito i nostri amministratori. Quando capiranno, se capiranno?

  5. anonimo il 30 Dicembre, 2007 alle 11:24:01
  6. stefano il 1 Gennaio, 2008 alle 1:08:41

    il problema è che l’ambiente interessa fino a quando non interferisce con i soldi. a ravenna abbiamo un regolamento sul verde pubblico dei più restrittivi ma è incredibile come non venga MAI applicato. esiste una regolamentazione così stratta che vieta il taglio di tutti i rami di diametro maggiore di 10 cm anche nei giardini delle case private e vieta di toccare tutte le piante di età superiore ai 30 anni… la cosa ridicola è che i primi a violare questor egolamento sono proprio gli operai di hera e del comune. o meglio.. è probabile che siccome di potature e abbattimenti di alberi ne vengono effettuate a migliaia ogni anno l’ufficio verde pubblico del comune conceda i premessi senza nemmeno leggere le domande. qualche anno fa sono andato all’ufficio verde pubblico per richiedere un controllo ad un albero centenario e tutelato che sorge nel giardino di casa dei miei genitori e l’impiegata nona vendo capito cosa chiedessi stava quasi per firmarmi un autorizzazione alla potatura.

    gli esempi più classici di questa politica distruttiva sono stati l’abbattimento della quercia plurisecolare di viale randi e del bosco di san romualdo.. quello che è successo a marina di ravenna è solo l’ennesimo capitolo di una storia che va avanti da anni nell’indifferenza generale… e poi scusate.. ogni anno abbattiamo un’abete di 15 metri (o più) per rendere più “festosa” la nostra piazza del popolo.. di cosa ci si stupisce?

  7. Diego il 2 Gennaio, 2008 alle 11:01:25

    Sorprendente la dichiarazione dell’assessore comunale all’urbanistica in merito all’ampliamento del bagno Ruvido riportato dal Carlino nelle pagine nazionali: “l’intervento è stato autorizzato dagli uffici in forza dell’attuale piano dell’arenile. L’atto non è passato dalla Giunta”
    Se non fosse un esponente di un partito della “vera sinistra” di governo in una giunta di centrosinistra che si riempie la bocca di sviluppo sostenibile e tende a spacciarsi da ambientalista, non ci sarebbe ragone di stupirsi.
    Certo “l’ascolto” e “l’attenzione” verso gli oltre dodicimila cittadini che hanno sottoscritto la petizione in difesa della spiaggia e delle residue dune costiere, malgrado le dichiarate attenzioni, paiono totalmente disattese.
    Vergogna!

  8. M.Grazia il 2 Gennaio, 2008 alle 12:32:15

    “L’ecologia e’ sovversiva poiche’ mette in discussione l’immaginario capitalista dominante.
    Ne contesta l’assunto fondamentale secondo cui il nostro orizzonte e’ il continuo aumento
    della produzione e dei consumi.
    L’ecologia mette in luce l’impatto catastrofico della logica capitalistica sull’ambiente naturale e sulla vita degli esseri umani” Cornelius Castoriadis

  9. ET il 4 Gennaio, 2008 alle 5:50:13

    Egregio Dott.Fabio Poggioli, cos’è quello schifoso scatolone che deturpa il paesaggio della pineta e la sua vista alle Terme di Punta Marina? Chi è il “malvagio” e ”lazzarone”(nell’accezione romagnola del termine) che ha progettato e fatto erigere quell’orrido ecomostro da abbattere con la dinamite? (come quella torraccia laggiù in fondo a Marina di Ravenna che fa vomitare solo provare a guardarla). Ieri sono andato dentro allo scatolone per vedere (Lei c’è andato?) e rendermi conto… ma…cioè! dentro è ancora più brutto! Ma cos’è, un capannone per le saune? Da quasi l’impressione che tutto sia stato fatto solo per quattrini, sbattendosene della Natura e del Popolo Ravennate.
    Lei che è Comunista Marxista-Leninista sa cosa è la Natura e sa cosa è il Popolo, e quindi non creda che basti il permesso congiunto e con congiuntivite del Comune, del Parco del Delta e della Soprintendenza per poter fare una cosa giusta e bella e poi essere sicuri che sia così!
    Gentile Assessore, nonostante tutto esistono persone che pensano con indipendenza di giudizio. Dovrebbe essere un patrimonio anche per Lei l’indipendenza di giudizio e di espressione ma… già, è vero, mi ero scordato che Lei non è più un comunista ma un… che cosa?

  10. Diego il 13 Gennaio, 2008 alle 10:15:31

    Ho avuto la sorpresa di leggere sulla stampa la dichiarazione degli organizzatori dell’iniziativa cosiddetta “mare d’inverno” che “sono state oltre 20 mila le persone che hanno partecipato a Marinara Snow Beach, la pista da sci allestita a Marina a 20 giorni dall’inaugurazione”.
    Sono basito! Qualcuno c’è stato a visitare la mirabolante pista da sci di spiaggia dove non si scivola nemmeno a piangere? Qualcuno ha notato la ressa dei 20mila turisti? Qualcuno ha parlato con i locali?
    Fatelo e scoprirete che la dichiarazione equivale ad una pietosa frottola non si sa se indirizzata ad incauti ravennati che intendano sportivamente partecipare o ad alimentare un fittizio successo dell’iniziativa.

  11. pagine di Gian Marco » Blog Archive » Felix Mendelssohn Bartholdy il 1 Febbraio, 2008 alle 11:00:35

    […] in costruzione, montagne colonizzate da condomini, progetti di autostrade, gasdotti, e ogni genere di opera in tutti i posti rimasti belli. Periferie degradate in continua espansione, […]

  12. Anita il 20 Agosto, 2008 alle 12:49:30
  13. Orazio il 17 Settembre, 2008 alle 9:44:57

    Il 29 settembre 2008 scade il termine per fare osservazioni al R.U.E. del Comune di Ravenna. Vedi http://www.rue.ra.it/
    Per evitare che si ripetano scempi come quello dell’ex “Amarissimo” alla foce del Savio, dove al posto di un edificio di 2 piani ne è stato fatto uno nuovo di 4, a 5 metri dall’argine, con i balconi che prima non esistevano e adesso addirittura si spingono a 3 metri, all’angolo della spiaggia. Questo è accaduto in base a una norma illegittima che si cerca di riproporre.

    Occorre che chi ha titolo faccia osservazione su un punto delle Norme Tecniche di Attuazione del RUE che dà illegittimamente la possibilità di derogare dalla fascia di rispetto di 10 metri posta dallo Stato per la distanza delle costruzioni dagli argini dei fiumi.

    L’Art. II.18 delle N.T.A. parte seconda (Perimetri e limiti) Comma 4, ultima lineetta a Pag. 64 che prevede che si possa eseguire

    - demolizione con eventuale ricostruzione esclusivamente oltre i ml. 30 dal piede arginale a campagna per gli edifici ricadenti nello Spazio rurale e nello Spazio naturalistico e oltre i 10 ml. per quelli ricadenti nello Spazio urbano, o a minor distanza qualora per ragioni fisiche e/o di disciplina di componente dello Spazio urbano non sia possibile l’arretramento richiesto, previo rilascio di Nulla-Osta idraulico da parte del Servizio Tecnico di Bacino (STB) competente.

    La deroga alla fascia inedificabile dei 10 metri dai fiumi di cui all’art. 96 RD 523/1904 non è mai ammissibile per nuove costruzioni o per ricostruzioni con innovazioni, quindi occorre eliminare la frase “o a minor distanza qualora per ragioni fisiche e/o di disciplina di componente dello Spazio urbano non sia possibile l’arretramento richiesto”.

    Se resta questa norma basta una catapecchia esistente a pochi metri da un fiume per farci un palazzo. Demolizione e (infedele) ricostruzione anche a meno di 10 metri: è’ accaduto!

  14. Giovanni il 16 Novembre, 2009 alle 11:42:56

    Bisogna fare qualcosa subito,e’ necessario sensibilizzare la gente ,non ne possiamo piu’ di questo schifo,tutti i sindaci PD della Romagna parlano di sviluppo sostenibile ,di riqualificazione di modello romagnolo,di Buon vivere , e intanto la cosiddetta Sinistra Arcobaleno non fa opposizione ,leggo solo cartelli “stop alla guerra in Iraq” ma la guerra e’ qui ,ed e’ una guerra contro la nostra povera terra ,contro il nostro povero mare ,ROMAGNA SVEGLIA!!!!!!

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