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Il sacco della città.

Ravenna Viva - 28 Commenti » - Pubblicato il Agosto, 18 alle 9:12 pm da gbenx

L’incredibile forza del cemento

 

Il Vero Potere, quello del Corpo d’Armata Grandi Affari, ancora una volta svela il suo vero volto: la determinazionecon cui prende d’assalto la periferia urbana della nostra città, con colpi di mano da “truppe d’occupazione”. Con la complicità degli Apparati Locali.

 Fornace Hoffman ancora in piedi…

 Ci hanno  avvisato i cittadini di via Argirocastro: “…stanno distruggendo la vecchia Fornace Hoffman!”, e così siamo andati sul posto. Ecco cosa  abbiamo visto:

 Fornace ridotta in macerie

 La vecchia Fornace non esiste più!

 

 Nonostante le promesse in tutti questi ultimi anni e i progetti, le delibere del Consiglio Comunale in cui si garantiva il restauro e il mantenimento della struttura, QUALCUNO ha creduto di poter decidere “per conto suo”.

Il Cons. Comunale, nel 2003,  “approvò la delibera che prevedeva il recupero edilizio conservativo dell’area dove sorgeva la “Fornace Hoffman”. L’intervento di recupero prevedeva di salvare, in ogni caso, la parte più significativa dell’antica fornace, in quanto elemento di archeologia industriale dal considerevole valore testimoniale, procedendo poi alla conseguente riqualificazione dell’intera zona”,  già lottizzata per la  costruzione di un’enorme quantità di villette a schiera.

 

E ancora, dalle cronache del dicembre scorso: “…Il progetto è nato dopo che la società Argentario ha acquistato i 17mila metri quadri nel 2007. Poi la commissione per la qualità architettonica del Comune ha dato il via libera definitivo al progetto. Il complesso della ex fornace sarà riqualificato, mantenendo le mura portanti. E’ previsto anche il recupero della composizione architettonica originaria.”

 

La Fornace Hoffman di Ravenna conta diverse costruzioni del tutto simili in Italia, alcune delle quali perfettamente restaurate e restituite alla pubblica utilità, ad esempio come centri espositivi.

Invece, nell’antica capitale dell’impero romano d’occidente, la storia, il più delle volte, viene sacrificata al mattone, nella più totale non-curanza degli Organismi di Tutela del Patrimonio e di quelli Urbanistici.

 

Così il clamoroso colpo di mano di Società di costruttori e immobiliaristi, con le solite scatole cinesi societarie e sub appaltatrici, che fino ad oggi promettevano ristrutturazioni, ha rivelato per intero la complicità e la sudditanza degli organi politici, amministrativi e di tutela del patrimonio con  chi detiene il vero potere economico e anche politico: i grandi e piccoli padroni del cemento, costruttori, immobiliaristi, finanziarie associate, ecc.

 

Cioè quella ormai nota come Cupola masson-politica-industrial-curial-bancaria. S’ intende, comprendente le grandi cooperative rosse e bianche e … anche le piccole.

 

Ciliegina sulla torta:

 

ordinanza di sequestro

 

Dal giorno 16 agosto, tutta l’area del cantiere è stata posta sotto sequestro da ispettori di polizia giudiziaria di ARPA. Evidentemente per presunte irregolarità di natura ambientale e di sicurezza dopo la demolizione. In attesa di convalida del GIP.

 

 In attesa di chiarimenti sulla natura  delle “irregolarità” ed eventuali rischi ambientali,

chiediamo a Sindaco e Amministratori, quali direttive hanno permesso lo scempio di un patrimonio di Ravenna, bene comune della città e di tutti i cittadini.

Chiediamo al Dirigente della Soprintendenza per quali motivi, ancora una volta dopo il sacco di piazza A. Costa, si acconsentano simili sfregi alla storia e al patrimonio dei beni architettonici e di archeologia industriale nella nostra città.

 

 Popolo di Ravenna !!!  è tempo di cambiare…

                       

 

                                                               

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Zitti zitti, quatti quatti …

Ravenna Viva - 5 Commenti » - Pubblicato il Agosto, 16 alle 11:29 pm da gbenx

Il 23 maggio scorso a Lido Adriano, con assordante gran-cassa mediatica, veniva inaugurato il bagno Punta Turquesa, quello dei VIP: Mascia Ferri (grande fratello)   e suo marito Cristiano Ricciardella (?). Immancabile il taglio del nastro di Maciòz (vedi post: clicca qui)

Il 16 maggio 2010, una settimana prima, nel più totale silenzio mediatico e istituzionale è stato inaugurato, ad un centinaio di metri, il mega ristorante-bagno “Le Vele” della società Fedalma s.a.s. che aveva richiesto il permesso di costruzione alla Provincia e che è stato accordato in data 14 gennaio 2010. Il 30 maggio 2009, mentre stava sorgendo con colate di cemento armato il  bagno Turquesa, del nuovo non vi era traccia ( vedi foto 1).

                                                                                    30 maggio 2009:

30 maggio ‘09

                                                                                      9 agosto 2010:

com’è oggi

Comparando le foto con altre del recente volo del 9 agosto, ci siamo accorti dell’apparizione del nuovo stabilimento (vedi foto 2).

Non se ne era accorto nessuno!

E’ spuntato come un fungo, in pochi mesi e, ad apertura di stagione,  era bello e pronto, imponente e super-attrezzato. Struttura in cemento armato  con rifiniture di legno. Ecologico! E con terrazzo!

Bagno privato in spiaggia privata.

Ma ben protetta con nuovissime barriere a mare  e ripascimenti a terrazzo; tutto realizzato con soldi pubblici!

Grazie a tutti gli Amministratori per questi

regali a nostra insaputa !

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L’abbuffata nella sanità privata

Ravenna Viva - 9 Commenti » - Pubblicato il Agosto, 2 alle 12:13 pm da gbenx

 Riceviamo da Nino e con-dividiamo:

 ^^^^^^^^^^^^

Al posto della cintura verde che doveva circondare Ravenna, dopo il cemento del Cinema City verso la faentina, il nuovo Centro Medico:

              ” RAVENNA TRENTATRE’

                                     BUONA SALUTE A TE “

orribile e demenziale, come nelle migliori tradizioni ravennati, a cura del circuito massonico Cassa di Risparmio Acmar (Comune, Regione).

la sanità abbuffata

La cosiddetta “cintura verde” è un concetto urbanistico relativo al PRG 1993
del Comune di Ravenna, firmato dall’ingegnere/urbanista Marcello Vittorini .

La “cintura verde” è un “patto” per la rendita fondiaria regolato dal quel PRG ‘93 che,
rivolta ai proprietari o concessionari dei terreni recitava più o meno così:
“ogni tot metri quadrati che lasci incolto o a parco o a utilizzo pubblico, ti vengono consentiti tot metri quadrati
edificabili a residenziale o commerciale nella vecchia Darsena che è in dismissione industriale forzata”.
Le proporzioni esatte forse eranoo 5 (mq) a 1 (mq).
E i maggiori proprietari/concessionari di quelle aree di cintura, chi erano? Semplice e scontato: Acmar, Iter e Cmc…
Che guarda caso, hanno continuato a costruire nella Cintura e hanno costruito poi anche nella Darsena.
Con buona pace della buona urbanistica e della buona edilizia nella Cintura e nella Darsena!

Vittorini poi aveva già firmato il piano regolatore della città negli anni ‘80,
e nei primi anni del 2000 viene “ricompensato” per la sua “fedeltà” ai PRG ravennati,
con l’affidamento del progetto del Museo Archeologico di Classe.
Progetto che si è rivelato, una volta realizzato, una vera ciofeca, visto che dovrà essere
tutto rifatto con costi esponenziali.
Infatti, lo spazio dell’ex zuccherificio di Classe vè stato ristrutturato con una fitta serie di colone e scale strette, che non consentono il trasporto e la collocazione dei pannelli musivi e dei reperti archeologici che, come noto, sono imgombranti e pesanti.

Così è, se vi pare e se non vi pare, a Ravenna.

                                                                 ^^^^^^^^^^^^^^^

 Riflessioni sulla tanto discussa e progettata nuova E55.

In vista del parere della Commissione VIA nazionale atteso per quest’estate, i comitati e le associazioni ambientaliste non stanno a guardare e mettono insieme tutti i soggetti contrari all’opera in 6 regioni.

Su iniziativa di CAT (Comitati Ambiente e Territorio) e Rete NO-AR (NO Autostrada Romea), sabato 17 luglio si sono ritrovate a Bologna dieci organizzazioni che lungo l’intero tracciato da Orte a Mestre si battono contro una delle “grandi opere” più costose e devastanti progettate in Italia. Altre dieci organizzazioni hanno già aderito al fronte comune che conta, così, su di una ventina di soggetti pronti a dare battaglia.

Significativa l’adesione di organizzazioni di livello nazionale come il Movimento 5 Stelle e Legambiente.

Il 17 luglio 2010 segna una data importante per i movimenti che nelle 6 regioni attraversate dal nuovo asse autostradale (Lazio, Toscana, Umbria, Marche, Emilia Romagna e Veneto) si battono contro la realizzazione della Mestre-Orte. Tutti hanno convenuto sulla necessità immediata di mettere in sicurezza la E45 e la SS309 Romea e scongiurare la realizzazione di un doppione dell’Autostrada del Sole.

A Bologna il raduno di quanti fra comitati, associazioni e organizzazioni, sono contro la Romea commerciale, ha visto una partecipazione che ha superato ogni più rosea aspettativa rispondendo all’appello lanciato da CAT e Rete NO-AR e dimostrando la volontà di un ragionamento interregionale ed unitario per fermare un’opera da 10 miliardi e mezzo di euro che stravolgerà per sempre aree come le valli dell’Appennino centrale, il fragilissimo ecosistema del delta del Po e, nel Veneziano, sfigurando completamente la Riviera del Brenta.

Le alternative ci sono: la messa in sicurezza della Romea, la messa in sicurezza della Reale con esclusione del passaggio nei centri abitati (tratto Ravenna - Argenta) ed il potenziamento del traffico ferroviario, meno invasivo ed inquinante del traffico commerciale su ruote.

Sulla Orte-Mestre pesa un velo di silenzio impenetrabile. Per squarciare il silenzio, le venti organizzazioni hanno pianificato un organico scambio di informazioni, una campagna informativa nazionale così come nazionale sarà l’appello agli enti e alle forze politiche coinvolti. Nascerà a breve un manifesto unitario cui seguiranno azioni comuni di contrasto lungo tutto l’asse del tracciato.

Già fissato il nuovo appuntamento per il prossimo 18 settembre 2010.

Nell’attesa del coinvolgimento di altre Associazioni e Gruppi locali a Ravenna hanno già aderito al progetto NO AR le associazioni firmatarie del presente comunicato:

Amici di Beppe Grillo di Ravenna

Associazione Collettivo Byzantium Onlus

Attac Ravenna

Gruppo RavennaViva

 

Per informazioni: www.retenoar.org

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C’era una volta … di lotta e solidarietà

Ravenna Viva - 11 Commenti » - Pubblicato il Luglio, 26 alle 11:49 pm da gbenx

abitavano in mezzo al verde…C’era una volta … che una famiglia abitava in una via dal nome un po’ sgraziato: “Vitalaccia”. Però ci vivevano proprio bene; con figli, nonni, nipotini… e anche con i vicini di casa, un buon rapporto. Era una zona, quella, alla periferia di Ravenna verso il mare, destinata all’agricoltura.

C’erano le risaie lì, una volta; poi fecero le bonifiche, poi l’Ente Delta Padano vi costruì, a metà degli anni cinquanta, case coloniche con  podere e le assegnò a coltivatori che, passati tanti anni, ebbero la possibilità di riscattarle e di viverci… felici e contenti!. Via dei Passeri, via dei Cacciatori, via Vitalaccia, via Baronessa, via Staggi…

Poi è arrivato, come in tutte le storie che riguardano la “Madre Terra”, l’Occupante, il Conquistatore, il Signore di turno che, sotto mentite spoglie, si presenta come il Grande Risolutore dei problemi e con la promessa di Sviluppo, Crescita Economica e Sostenibilità, propone alla Comunità di lasciare gli spazi occupati dai campi coltivati, orti e frutteti; chè LUI in quel posto ci deve fare il Nuovo Terminal Container e il Nuovo Porto Intermodale.

Alcuni cedono ai Rimborsi Compensativi, altri resistono vedendo frantumarsi sogni realizzati e la comunità solidale. Le case abbandonate vengono demolite mentre avanza il Corpo d’Armata Grandi Affari s.p.a.; quello che sta stravolgendo e cementificando a Ravenna, città e campagna.

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La casa di Paolo e Valda è rimasta la sola in via Vitalaccia: bella, grande, ristrutturata di recente, con parco e alberi tutt’intorno. Le rondini scacciate dalle due case abbattute lì di fianco, hanno rifatto il nido sotto le travi della loro veranda; ce ne sono sette-otto di nidi, ed ora hanno i piccoli…

Già tempo fa fu chiuso il collegamento dalla loro casa con via Trieste, per far posto ad un nuovo troncone di ferrovia. Poi con la trasformazione della Classicana in superstrada, gli fu impedita di fatto l’uscita di casa a piedi, in bici e in motore.

A tutt’oggi possono uscire di casa solo in auto perchè l’unico sbocco di via Vitalaccia è sulla Classicana. Criticità anche per altri abitanti della zona: promesse di Sindaci, interrogazioni di Politici,  una petizione firmata da mille cittadini… Niente da fare! Poi hanno cominciato a stringere d’assedio la casa da tutte le parti.

arrendetevi!…siete circondati!

Il canale Lametta da una parte e dall’altra lo scarico di terre e fanghi di riempimento di dubbia provenienza e tutt’attorno un cantiere con continuo movimento di camion con nuvole di polvere che invadono casa, imbiancano le foglie degli alberi e l’erba del parco. Su richiesta specifica intervengono i Tecnici Ambientali per monitorare le polveri.

Arrivano una mattina dopo due giorni di pioggia. Arrivano una mattina in cui il traffico sulla Classicana è interrotto per asfaltatura e quindi, niente passaggio di camion sullo stradello… E quindi … “polveri assenti o nei limiti”.

Ma Paolo e Valda resistono; non ritengono congrua l’offerta fatta per andarsene e sono in contenzioso. Come altri, dall’altra parte della Classicana, in via dei Cacciatori.

                  E’ una vera  favola di lotta e di solidarietà…!

^^^^^^^^^^^^^^^^

Dopo tutto, casualmente, l’acronimo del Corpo d’Armata Grandi Affari (Ravenna) spa,  fa… C.A.G.A.R.

scrivi a: ravennaviva@fotoaeree.com

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Chiare fresche e dolci acque…

Ravenna Viva - 12 Commenti » - Pubblicato il Luglio, 8 alle 6:48 pm da gbenx

Il Sindaco: “l’acqua presente in Darsena sancisce il trait d’union tra Ravenna, la prevista Cittadella della Nautica e il mare: pertanto il valore aggiunto dell’acqua non può essere in alcun modo messa in discussione…”

                        Waterfront…

Candiano domani?

                        o  water-closet ?

…. ac fata ciustè …

Questione importante !

…purchè si

 ”ponga”

Appartamenti con “vista”…

“appartamenti di grande prestigio con vista… mozzafiato “

^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Aggiornamento del 9 luglio ‘10. (dai  commenti, Verde Speranza):

Ultime notizie dal fronte del porto.

Gli appartamenti della Torre sul Canale, di gran prestigio con vista … mozzafiato, non sono vendibili perchè su tutto il complesso mancano gli allacciamenti fognari. Nessuno compra …  e non ci son più soldi… Forse pensavano di farla franca e scaricare nelle chiare fresche e dolci acque del Candiano…
E’ incredibile, ma questa cricca di speculatori, affaristi e caimani sono talmente ingordi da commettere anche le più banali idiozie!!!
E così abbiamo la Torre sulla Ponga con tutti i suoi… ponghini…

 

 

 

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Ponte aperto con aperte polemiche

Ravenna Viva - 11 Commenti » - Pubblicato il Luglio, 5 alle 9:32 am da gbenx

Inaugurazione in tono minore quella di ieri.

Il mirabolante progetto costato 14 milioni di euro per abolire il pedaggio ed instaurare un luminoso futuro di traffico pesante che avvolgerà così anche la parte est della città, è andato in … porto.


Per più di vent’anni le amministrazioni locali e i vari sindaci succedutisi hanno convissuto con il ponte privato come  una “manna”… per poi fiutare l’affare dei finanziamenti e quindi buttarcisi a capofitto, abbandonando promesse fatte e soluzioni condivise. Ieri si è assistito  ad una specie di resa dei conti tra gli operai e i dipendenti dell’azienda da un lato e il POTERE LOCALE dall’altro, rappresentato da Autorità portuale (Parrello), CMC, Amm.ne Pubblica (Maciòz), affiancati da Vescovo e Prefetto che hanno dovuto subire le contestazioni degli operai e la loro incazzatura perchè gli è stata negata, anche con spintoni e modi bruschi, la possibilità di esprimersi e controbattere la retorica e l’arroganza dei discorsi ufficiali di Matteucci e di Parrello.  Con una discussione che poi è continuata in cappannelli con il Vescovo, Mercatali, il Prefetto, ma anche tra comuni presenti, che è durata a lungo.   Guarda il video (clicca la foto)

Maciòz ! ..attento alle spalle!

 

Maciòz con una vistosa e palestrata guardia del corpo; taglio del nastro in tono minore  e sbrigativo (niente visita-passeggiata delle autorità sul ponte …) niente TG Regionale che, vista l’importanza dell’avvenimento e dell’ investimento avrebbe potuto dare un buon supporto alla campagna elettorale di Maciòz .

Si cagavano addosso dalla paura delle (annunciate) proteste.

Infatti Maciòz è sparito subito…  Un ponte mobile costato alla comunità tre volte di un uguale ponte costruito in Francia… e che nonostante l’enorme spesa, 14 milioni, alcune piccole imprese che vi hanno partecipato, si trovano in gravi difficoltà a causa delle penalità applicate per ritardi e lavori malfatti. I PAPPONI invece…no!

Questo ponte mobile è una tappa dell’assalto al territorio del Corpo d’Armata Affari SPA. Con tutta la cementificazione, CHE VERRA’, da Porto Corsini  alla zona portuale con il nuovo polo nautico e il By-pass, della piallassa, della vitalaccia, dei fanghi del Candiano (”dove-li-mettiamo-che-non-c’è-più-posto”),  della Darsena di città.

P.S. I giornali locali del giorno dopo hanno relegato la notizia in terza, quarta pagina… e i più senza annuncio sulla prima di copertina…


… il nuovo vicesindaco?…

 

 


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L’insostenibile “Ponte sullo Stretto” di Ravenna.

Ravenna Viva - 2 Commenti » - Pubblicato il Giugno, 30 alle 3:52 pm da gbenx

Ravenna ore 12:

scatta la protesta dei dipendenti del vecchio ponte mobile di Ravenna.

Alle 12 in punto viene avvisato il 118 per i tragitti di eventuali emergenze, si chiudono le sbarre e si ormeggia il ponte lungo il Candiano. Quattro ore prima dell’entrata in funzione del nuovo ponte.

Fine della farsa durata anni di tira e molla sulla destinazione del personale; tutti a casa!

L’affare si doveva fare!  12 milioni di soldi pubblici, lievitati a 14 . La Cricca e gli Amici degli Amici ringraziano!

Il Ponte c’era già e, come si era già fatto con il traghetto di Marina, poteva essere “adottato” dalle Amministrazioni Locali con un enorme risparmio di spese.

L’intervista ai lavoratori: guarda il video (clicca la foto)

ultimo viaggio del vecchio ponte mobile

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L’insostenibile leggerezza … di un Vice-Sindaco

Ravenna Viva - 10 Commenti » - Pubblicato il Giugno, 28 alle 11:27 pm da gbenx

i fanghi dello “sviluppo” ….

Alle nostre richieste di documentazione relative ai recenti spargimenti di fanghi in zona “Vitalaccia”, ci risponde il Vice-Sindaco Mingozzi: va tutto bene! tutto è controllato e con “le carte a posto”

I fanghi sospetti? Roba da cure termali o da spalmare sul viso! è il tono della risposta. A chi chiedeva documentazioni puntuali e dati analitici, si è risposto con un elenco di leggi, linee-guida e classificazioni standard dei materiali;  garantendo d’ufficio che tutto è stato rispettato.

Sui fanghi delle casse di colmata, ad esempio, ci sono risultati di analisi di ARPA che evidenziano chiaramente le componenti di metalli pesanti di vari campioni di fanghi provenienti dall’escavazione dei fondali del Candiano.

dati analitici dei fanghi del Candiano

Quando, ad esempio, il dato sul Cadmio supera 1 mg per ogni kg di fango, questo viene classificato come rifiuto tossico nocivo (RTN); se non lo supera ma è presente, è classificato come rifiuto speciale (RS). In entrambi i casi non possono essere usati come materiali di riempimento se non previo trattamento e bonifica; procedimenti molto costosi per le ditte che se ne debbono disfare. Da qui, il traffico illegale di rifiuti che invade da anni tutta l’Italia, l’Europa, il Mondo. E che non risparmia certo la nostra aerea; sono fatti recenti: i rifuti di fonderia abbandonati e ancora presenti vicino al centro abitato di Coccolia, il traffico di rifiuti scoperto alla Marcegaglia, il deposito abusivo di materiali in sacchi etichettati “amianto” nei pressi dell’Hotel Holiday-Inn (sono ancora là in bella vista!)

 Quindi la nostra preoccupazione per l’ambiente in cui viviamo è più che giustificata e legittimata da quella che sempre più si determina come una “situazione di non ritorno”

Il tutto ci legittima a chiedere per quale “misterioso” motivo fanghi prodotti da lavori e trivellazioni della TAV del Mugello, provincia di Firenze, debbano percorrere centinaia di chilometri, con enorme traffico di camion, dispendio di risorse ed energia, per essere spalamti nella zona di espansione SAPIR di Ravenna!

 

varietà di terre … da collezione…


I materiali trasportati sono  autocertificati dal produttore. I controlli ufficiali (istituzionali) vengono fatti circa sul 5 % del totale ( cinque camion su cento, per intenderci…) .

SIGNIFICA CHE TRAFFICARE RIFIUTI HA IL 95% DI PROBABLITA’ DI FARLA FRANCA!

L’intento del nostro esposto è una richiesta di trasparenza, partecipazione e chiarerzza negli atti che riguardano la collettività e la salute.

Non solo ci è stato risposto vagamente. Ma… leggete, di seguito, la conclusione della risposta del vice Sindaco Mingozzi:

“Certi di avere eseguito correttamente, quanto prescritto in accordo con gli enti
preposti alla salvaguardia ambientale, è con profondo rammarico che si deve
prendere atto che assecondando gli atteggiamenti di facili illazioni e
propagande ambientaliste innescate da tali “salvatori della patria”, o
improvvisati “tutori dell’ambiente”
, non solo si intacca la credibilità degli organi
di controllo e degli enti e istituzioni preposti alla salvaguardia ambientale, ma
si tende a favorire l’allontanamento dal paese da parte delle imprese che
trovano maggior accoglienza in altre realtà territoriali.”
(il corsivo è nostro)

Crediamo che questo vergognoso dileggio e irrisione alle nostre, riteniamo giuste, istanze di democrazia e preoccupazioni per la salute dei cittadini sia disdicevole per la persona e per niente confacente ad una carica istituzionale di rilievo come quella di Vice-Sindaco con delega al Porto e all’Università (!). Perdipiù se contenuto in un Documento Ufficiale del Comune. Ne chiediamo conto in prima persona al Sindaco e agli eletti in Consiglio Comunale.

Con questa convinzione dichiariamo la nostra mancanza di fiducia verso questa tipologia di politici, che vanno tanto di moda oggi in Italia, che possono permettersi di dire tutto e il contrario di tutto… e scaricare tutte le colpe su “altri”.

E a Ravenna ce ne sono tanti… ma tanti… e di tutti i colori!

Il documento inviatoci dal Vice-sindaco Mingozzi: Clicca qui

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Fine della … storia! La bellissima Fornace Hoffman? Scordatevela!!! Sarà rasa AL SUOLO con la sua storia, la sua bellezza, le false promesse di recupero. IL PARTITO DEGLI AFFARI CI PRENDE TUTTO, ANCHE LA MEMORIA !!!  VERGOGNA ISTITUZIONI!!!

Sul blog Ravennapensa la segnalazione: “il ballo del mattone” clicca qui

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i giorni dell’incoerenza

Ravenna Viva - 3 Commenti » - Pubblicato il Giugno, 26 alle 10:41 pm da gbenx

Dal “manifesto sull’acqua” di Matteucci, firmato il 22 marzo scorso: ” I Sindaci si impegnano a valorizzare e promuovere l’acqua del rubinetto, incentivare l’acqua del sindaco nelle mense e nei distributori automatici che si trovano nelle varie sedi comunali, nelle scuole…”

Sono passati 92 giorni dal lontano 22 marzo scorso; questo è il Consiglio Comunale di lunedì 21 giugno:

         

(banchi della maggioranza … di acque minerali)

banchi della maggioranza…di acque minerali

Il 24 aprile, il Sindaco va al banchetto dei referendum sull’acqua e firma i tre quesiti per l’acqua pubblica, bene comune.

A tutt’oggi non risulta in alcun ordine del giorno una modifica dello statuto comunale in cui si dichiari che “l’acqua é un bene privo di rilevanza economica”, come già hanno fatto centinaia di comuni italiani per svincolarsi dalle leggi di cui anche il nostro Sindaco ha chiesto l’abrogazione firmando i quesiti referendari.

92 giorni di … incoerenza totale!

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Campagna referendaria nazionale per l’acqua pubblica.

L’obiettivo del “milione di firme” è stato ampiamente superato! Ad oggi siamo a 1.012.718 firme!

L’Emilia Romagna ha raggiunto 106% del suo obiettivo iniziale, presentando 74.181 firme (sulle 69.888 calcolate per la regione).

Di queste la provincia di Ravenna ne ha raccolte 11.253 raggiungendo così il 184% sul proprio obiettivo iniziale di 6.103 (calcolate in proporzione sul milione)

Al secondo posto c’è Bologna con una percentuale pari al 117%.

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“sviluppo” e “crescita” … nel fango…

Ravenna Viva - 10 Commenti » - Pubblicato il Giugno, 19 alle 4:54 pm da gbenx

Andando a Marina per la via Trieste, dal cavalcavia in zona portuale che passa sopra la Classicana, guardando sulla destra, tutta l’area agricola  è sotto devastazione per le ruspe della SAPIR che, come previsto dal Piano Strutturale Comunale approvato nel febb.07, trasformerà quell’area agricola verde

com’era

in una squallida, desolata, inquinata area di servizi di deposito portuale e capannoni con stradone a quattro corsie, parallelo alla Classicana, con relativi svincoli e rotonde, impianti d’illuminazione e fognari; ecc. ecc. Confronta le foto; così è oggi:

com’è oggi

Da molti giorni stanno scaricando tonnellate di materiale che non si capisce cosa sia, visto il colore azzurrognolo, la compattezza limacciosa e l’odore nauseante.

…perchè sono carichi neanche a metà?

Il tutto scaricato all’aria aperta in un continuo andarivieni di camion e poi spalmato sul terreno con ruspe. Chi dice che sia la melma del Candiano, chi sabbie di cava, chi fanghi di trivellazioni della TAV del Mugello in località Fiorenzuola….

Comunque sempre si tratta di Operazioni sui Territori Occupati, del Corpo d’Armata Affari SPA!

Per questo abbiamo inviato il seguente esposto con richiesta di informazioni e chiarimenti:

  AL SIGNOR SINDACO DEL COMUNE DI RAVENNA   Fabrizio Matteucci

AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI RAVENNA  Francesco Giangrandi

ALL’ASSESSORE PROVINCIALE   Andrea Mengozzi

e. p.c:
ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI RAVENNA

Oggetto: segnalazione stoccaggio di fanghi in area aperta.
Lo scrivente Gruppo Ravenna Viva, porta a conoscenza che in località Ravenna, alla convergenza di Via Trieste e via Classicana, nell’area denominata “la Vitalaccia” di proprietà SAPIR,  vengono depositati tonnellate di fanghi scuri,  azzurrognoli e maleodoranti, di provenienza  sconosciuta.

Pertanto si chiede di acquisire la seguente documentazione:

-    atti, delibere e documentazione tecnica amministrativa che autorizza le operazioni di spandimento dei fanghi;
-    luogo di stoccaggio;
-     tracciabilita’ e  rintracciabilita’ dei siti di provenienza dei fanghi;
-    documentazione dalla quale si evinca il quantitativo dei fanghi depositati e da depositare;
-    caratterizzazione dei fanghi e dei trattamenti ai quali sono stati sottoposti compreso l’esito delle analisi compiute onde scongiurare che gli stessi possano contenere sostanze inquinanti, cancerogene e mutagene;
-    caratterizzazione dei terreni del  sito.
In attesa di ricevere quanto prima, ed entro i termini previsti dalla legislazione vigente,  la documentazione sopraccitata si porgono distinti saluti.
Ravenna, 18 giugno 2010                                              Gruppo Ravenna Viva

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caratteristiche del fango…

 

 

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