Il sacco della città.
Ravenna Viva - 28 Commenti » - Pubblicato il Agosto, 18 alle 9:12 pm da gbenx
L’incredibile forza del cemento
Il Vero Potere, quello del Corpo d’Armata Grandi Affari, ancora una volta svela il suo vero volto: la determinazionecon cui prende d’assalto la periferia urbana della nostra città, con colpi di mano da “truppe d’occupazione”. Con la complicità degli Apparati Locali.
Nonostante le promesse in tutti questi ultimi anni e i progetti, le delibere del Consiglio Comunale in cui si garantiva il restauro e il mantenimento della struttura, QUALCUNO ha creduto di poter decidere “per conto suo”.
Il Cons. Comunale, nel 2003, “approvò la delibera che prevedeva il recupero edilizio conservativo dell’area dove sorgeva la “Fornace Hoffman”. L’intervento di recupero prevedeva di salvare, in ogni caso, la parte più significativa dell’antica fornace, in quanto elemento di archeologia industriale dal considerevole valore testimoniale, procedendo poi alla conseguente riqualificazione dell’intera zona”, già lottizzata per la costruzione di un’enorme quantità di villette a schiera.
E ancora, dalle cronache del dicembre scorso: “…Il progetto è nato dopo che la società Argentario ha acquistato i 17mila metri quadri nel 2007. Poi la commissione per la qualità architettonica del Comune ha dato il via libera definitivo al progetto. Il complesso della ex fornace sarà riqualificato, mantenendo le mura portanti. E’ previsto anche il recupero della composizione architettonica originaria.”
La Fornace Hoffman di Ravenna conta diverse costruzioni del tutto simili in Italia, alcune delle quali perfettamente restaurate e restituite alla pubblica utilità, ad esempio come centri espositivi.
Invece, nell’antica capitale dell’impero romano d’occidente, la storia, il più delle volte, viene sacrificata al mattone, nella più totale non-curanza degli Organismi di Tutela del Patrimonio e di quelli Urbanistici.
Così il clamoroso colpo di mano di Società di costruttori e immobiliaristi, con le solite scatole cinesi societarie e sub appaltatrici, che fino ad oggi promettevano ristrutturazioni, ha rivelato per intero la complicità e la sudditanza degli organi politici, amministrativi e di tutela del patrimonio con chi detiene il vero potere economico e anche politico: i grandi e piccoli padroni del cemento, costruttori, immobiliaristi, finanziarie associate, ecc.
Cioè quella ormai nota come Cupola masson-politica-industrial-curial-bancaria. S’ intende, comprendente le grandi cooperative rosse e bianche e … anche le piccole.
Ciliegina sulla torta:
Dal giorno 16 agosto, tutta l’area del cantiere è stata posta sotto sequestro da ispettori di polizia giudiziaria di ARPA. Evidentemente per presunte irregolarità di natura ambientale e di sicurezza dopo la demolizione. In attesa di convalida del GIP.
chiediamo a Sindaco e Amministratori, quali direttive hanno permesso lo scempio di un patrimonio di Ravenna, bene comune della città e di tutti i cittadini.
Chiediamo al Dirigente della Soprintendenza per quali motivi, ancora una volta dopo il sacco di piazza A. Costa, si acconsentano simili sfregi alla storia e al patrimonio dei beni architettonici e di archeologia industriale nella nostra città.
Popolo di Ravenna !!! è tempo di cambiare…
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